Umorismo

La donazione di Costantino PDF

L’imperatore Costantino offre al papa La donazione di Costantino PDF I la tiara imperiale, simbolo del potere temporale, affresco nell’Oratorio di San Silvestro, Roma. Il filologo italiano Lorenzo Valla dimostrò in modo inequivocabile che il documento era un falso.


Författare: Vian Giovanni.

Dopo una nutrita sezione agiografica, il documento, recante la data del 30 marzo 315, afferma di riprodurre un editto emesso dall’imperatore romano Costantino I. In considerazione del fatto che il nostro potere imperiale è terreno, noi decretiamo che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. La donazione venne utilizzata dalla Chiesa nel medioevo per avvalorare i propri diritti sui vasti possedimenti territoriali in Occidente e per legittimare le proprie mire di carattere temporale e universalistico. Alcuni secoli dopo, Dante Alighieri, nel suo De Monarchia, pur non ritenendo falsa la donazione, ne negava il valore giuridico, in quanto con essa l’imperatore aveva recato danno all’Impero romano, compiendo in tal modo un atto contrario ai propri doveri istituzionali. Nel 1440 l’umanista italiano Lorenzo Valla dimostrò in modo inequivocabile che la donazione era un falso. Oltre al Valla, anche Nicolò da Cusa espresse nello stesso periodo “forti dubbi e perplessità” sulla veridicità dei documenti come presentati dalla Chiesa di Roma. Attualmente gli studiosi esitano nella datazione del documento, che oscilla tra la seconda metà dell’VIII secolo e il pieno IX.

L’argomento fu trattato in modo competente, in alcune sue lezioni di “metodologia storica”, dallo storico Federico Chabod, che poi lo riportò in un suo libro, dato alle stampe nel 1969 dall’editore Laterza sotto il titolo Lezioni di metodo storico. Chabod, Lezioni di metodo storico, 1978, pp. Chabod, Lezioni di metodo storico, 1978, p. Donazione, ma esprime i dubbi sulla sua verità storica. Ambrogio Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, ed. Ricci, Donazione di Costantino in Enciclopedia Dantesca.

Traduzione italiana della Donazione di Costantino online su Artblog. Chabod, Lezioni di metodo storico, a cura di L. De Leo, Ricerche sui falsi medioevali: I – Il Constitutum Constantini, compilazione agiografica del sec. Reggio Calabria, 1974: colloca il documento nell’ambito delle leggende agiografiche, e avanza l’ipotesi che sia opera di un monaco greco rifugiatosi a Roma al tempo della lotta iconoclasta. Vian, La donazione di Costantino, Bologna, 2004.

IX secolo e l’attribuzione al monastero di Corbie. Di Donato, Esperienza e ideologia ministeriale nella crisi dell’ancien régime, Jovene, Napoli 1996, p. Idem, La Rinascita dello Stato, Il Mulino, Bologna 2010, pp. Le radici medievali dell’attualità, Jovene, Napoli 1999, pp. Profilo storico di una patologia italiana, Arte Tipografica Editrice, Napoli 2009, pp. Gabriele Pepe, Il Medioevo barbarico d’Italia, Einaudi, Torino, 1971, pp. Emblem of the Holy See usual.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 13 nov 2018 alle 14:12. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. A tal proposito iniziò dunque una politica di rafforzamento del potere centrale. Quando il papa capì le intenzioni dei Longobardi – i quali erano probabilmente decisi a conquistare la stessa Roma – si sentì direttamente in pericolo, in quanto da molti anni l’impero bizantino aveva cessato di intervenire militarmente in favore di Roma, spendendo le proprie energie per difendere la sola Ravenna, capitale dell’Esarcato. A presidiare la via Amerina vi erano le fortezze di Todi, Amelia ed Orte.

Chiesa era stata costretta suo malgrado a sostituirsi all’amministrazione bizantina provvedendo al vettovagliamento della popolazione dell’Urbe e dei dintorni. Si può far risalire quindi almeno a questo periodo l’acquisizione de facto da parte del papato di un nuovo ruolo politico-istituzionale sul territorio di Roma e dei dintorni, non in virtù di una formale sovranità territoriale, ma in base al riconoscimento ottenuto dalla popolazione stessa. Le donazioni longobarde dei primi castelli nell’VIII secolo, formalmente destinate “agli apostoli Pietro e Paolo”, non possono pertanto prescindere da un riconoscimento ormai consolidato di un ruolo politico della Chiesa a cui gli stessi sovrani longobardi guardavano ormai come necessario interlocutore negli equilibri politici della penisola. Va ricordato, comunque, che riguardo alle questioni storiografiche relative alla nascita di uno Stato della Chiesa e del potere temporale del papato, spesso le interpretazioni degli storici sugli atti – come quello di Liutprando – hanno valutazioni divergenti. Di poco successiva è la Promissio Carisiaca, sottoscritta a Pavia dal re dei Franchi Pipino il Breve nel 754.