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La fine del regno. Dalla morte di Ruggero II alla conquista sveva (1154-1194) PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Conquista normanna dell’Italia Meridionale. All’inizio dell’XI secolo erano attivi in Europa numerosi gruppi di la fine del regno. Dalla morte di Ruggero II alla conquista sveva (1154-1194) PDF provenienti dall’Europa del Nord che spesso esercitavano il mercenariato o il brigantaggio.


Författare: Pasquale Hamel.

Questo volume, dopo “L’invenzione del regno dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae” completa la nostra storia della presenza normanna in Sicilia. Nel saggio si ripercorrono le vicende che vanno dal 1154, data della morte di Ruggero II fondatore del Regno di Sicilia, al 1194, data di abdicazione di Guglielmo III e di incoronazione di Enrico VI Hohenstaufen. Ci si ferma a quella data perché si è voluta sottolineare la cesura fra mondo normanno e svevo sfuggendo, almeno per quanto riguarda l’isola, alla tesi che non vede soluzioni di continuità fra il periodo degli Altavilla e quello degli Hohestaufen a tal punto da fare dell’esponente più importante della dinastia sveva, l’imperatore Federico II, un re normanno. Non si tratta di prevenzione nei confronti di quello che venne definito “stupor mundi”, ma di presa d’atto di un verità inconfutabile che vede nell’imperatore, figlio di Costanza di Altavilla e di Enrico VI di Hohenstaufen, piuttosto che un sovrano legato all’isola, un “puer Apuliae” che ebbe la colpa di fare della Sicilia una periferia dell’impero considerandola solo un scrigno dal quale trarre risorse per consolidare il suo sogno imperiale. Ai lettori, si offre una storia intrigante, che si è cercato, con un non indifferente sforzo, di rendere semplice.

Tra questi guerrieri v’era Tancredi di Altavilla e i figli di questi, tra cui Roberto, detto “il Guiscardo” e Ruggero. La Sicilia su cui giunsero i Normanni, nel 1061, aveva rappresentato una sorta di modello tra le “province” che orbitavano intorno all’espansione araba del IX secolo. Diretta conseguenza della disfatta araba in Calabria fu il tentativo bizantino di riconquistare l’isola. I Normanni dunque si affacciarono in Sicilia in un momento di crisi degli Arabi di Sicilia: il potere sull’isola risultava frammentato tra diverse famiglie impegnate a formare emirati indipendenti a Mazara, Girgenti e Siracusa, in un contesto che risultava ormai isolato dal Nord Africa.

Dopo queste prove generali, Roberto il Guiscardo e il fratello minore Ruggero posero d’assedio Messina nel 1061 e lì stabilirono il loro quartier generale, provvedendo ad innalzare nuove fortificazioni. Nel 1064, Ruggero, installando una serie di guarnigioni, si era già impossessato della Sicilia nord-orientale e di un grosso bottino, che divise con il fratello maggiore. Dopo aver conquistato Cerami, Troina ed altre città, si impadronirono di Catania nel 1071 e di Palermo nel 1072. Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Sicilia. Già con la conquista di Palermo vengono fissati i ruoli su cui si fonderanno i futuri rapporti di potere: i musulmani avrebbero conservato i propri giudici, mentre Roberto si attribuisce il titolo di malik, la parola che in arabo indica il re, come testimoniano i numerosi tarì d’oro, le monete da lui coniate. Ruggero I favorì la politica di ripopolamento dell’isola, con genti di origine nord europea, franco-provenzale, bretone, normanna, inglese e con numerosi coloni provenienti da Campania, Puglia e Calabria.

Questo enorme processo migratorio prosegui per tutto il periodo medievale. Impronte di rilievo lasciarono le colonie gallo-italiche, come quella di San Fratello che fu fatta stabilire accanto alla popolazione greca che orbitava intorno al monastero sotto i musulmani. I Normanni portarono il culto cristiano latino sull’isola. Ruggero pretese da papa Urbano II la legazia, sulla base della quale egli poté sovrintendere alla riorganizzazione del Cristianesimo isolano.

Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Sicilia. Nel Natale del 1130, Ruggero II d’Altavilla a Palermo, Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput, cingeva la corona di re di Sicilia. Ruggero rese la Sicilia la potenza dominante del Mediterraneo Ruggero, che aveva unito al regno i territori dell’Italia meridionale, sopprimendo diverse rivolte, espanse la sua influenza verso la sponda africana. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia sveva. Catania, sotto la dominazione normanna, ebbe un periodo di rinnovato splendore sotto la guida del vescovo benedettino Ansgerio voluto dallo stesso Gran Conte Ruggero. Con le conquiste normanne, la città di Messina ebbe sviluppo demografico e si ristabilì un moderato sviluppo economico con ripercussioni culturali e artistiche.

Al secolo la città ricopre un ruolo politico e socio-economico rilevante sia per la Sicilia che per la Calabria. La rilevanza della civiltà normanna a Palermo è visibile attraverso gli edifici più importanti della città, come la Chiesa della Martorana e la Cappella Palatina. Anche fuori della città, di incomparabile bellezza restano testimoni dell’epoca normanna il Duomo di Cefalù del 1131 ed il Duomo di Monreale del 1174. Nel 1086, inizia la dominazione normanna a Siracusa, divenuta caposaldo della cacciata araba dall’isola. La città diviene una roccaforte militare, grazie alla sua posizione strategica. La politica del re Ruggero determina, inoltre, la costruzione di nuovi quartieri nell’isola e il rimaneggiamento della cattedrale nonché il restauro di diverse chiese, seguendo una politica di rinascita cristiana.

Tarì, moneta d’oro con iscrizioni arabe coniata da Ruggero II di Sicilia a Palermo. La conquista normanna dell’isola non coincise con l’eliminazione dell’elemento musulmano, numericamente ancora consistente, malgrado le molte migrazioni verso il Maghreb, la Spagna musulmana e l’Egitto. Vittorio Noto, condividendo la tesi di K. Lo stesso argomento in dettaglio: Arte della Sicilia normanna. Lo stesso argomento in dettaglio: Architettura normanna in Sicilia e Architettura arabo-normanna.

La complicatissima situazione del Mezzogiorno italiano, prima e dopo l’arrivo dei normanni, era dovuta alla coesistenza di gruppi etnici diversi tra cui bizantini, longobardi, arabi. Edimburgo, Edinburgh University Press, 2009, p. Un vero e proprio tribunale del Regno di Sicilia dove si appellavano cause civili e criminali, e si difendevano i privilegi di nobili, baroni e feudi. Biblioteca storica del viaggio in Sicilia, nº 11, Palermo, Edi. Cassino, Francesco Ciolfi Editore, 2009, ISBN 978-88-86810-38-8. Minieri-Riccio, Cronisti e scrittori sincroni della dominazione normanna nel regno di Puglia e Sicilia: Svevi – Stamperia dell’Iride 1868 – Provenienza: Biblioteca Pubblica di New York.

Giuseppe Del Re, Descrizione topografica, fisica, economica, politica de’ reali dominj al di qua del faro nel regno delle due Sicilie con cenni storici fin dà tempi avanti il dominio dè Romani, Volumi 1 e 2 – ed. La pietà de’ Turchini 1835 – Provenienza: University of California. Camillo Minieri-Riccio, Alcuni studii storici intorno a Manfredi e Corradino della imperiale casa di Hohenstauffen, ed. Palermo, Pietro Vittorietti Edizioni, 2012, ISBN 978-88-7231-152-3.