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La Lampada di Psiche PDF

Please forward this error screen to ns120. Questa voce o la Lampada di Psiche PDF sull’argomento mitologia greca non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Psiche è un personaggio della mitologia greca, personificazione dell’Anima gemella, ossia l’amore umano. Lo stesso argomento in dettaglio: Amore e Psiche.


Författare: Marcel Schwob.

Fanciulla di straordinaria bellezza, Psiche scatena la terribile invidia di Afrodite, la quale ordina al figlio Eros di suscitare in lei la passione per un uomo della più vile condizione. Il dio stesso però si innamora della fanciulla e la fa condurre in un favoloso palazzo dove ogni notte si reca a farle visita nell’oscurità più totale per non rivelare la sua identità. Una notte, tuttavia, Psiche, pensandolo il mostro a cui era stata destinata ed istigata dalle sorelle maligne ed invidiose, armata di un coltello si avvicina al dio che dorme facendosi luce con una lampada ad olio. Nel vedere la sua bellezza, rimane estasiata ed inavvertitamente fa cadere una goccia d’olio bollente dalla lucerna sulla spalla di Eros, che, ustionato e svegliatosi di soprassalto, abbandona subito la fanciulla. Quando Psiche disse alle sue sorelle maggiori che cosa era successo, esse gioirono in segreto e ognuna si recò separatamente in cima alla montagna per ripetere il modo in cui Psiche era entrata nella caverna, sperando che Eros avrebbe scelto loro.

Il vento Zefiro, invece non le raccolse ed entrambe morirono precipitando fino ai piedi della montagna. Psiche andò in cerca del suo amante vagando per la Grecia, quando infine giunse a un tempio di Demetra, il cui pavimento era coperto da mucchi di granaglie mischiate. Psiche iniziò a suddividere i semi per tipo e quando ebbe finito, Demetra le parlò, dicendole che il modo migliore per trovare Eros era quello di trovare la madre di costui, Afrodite, e guadagnarsi la sua benedizione. Psiche trovò un tempio di Afrodite e vi entrò. Amore e Psiche, François Gérard, 1798. Psiche doveva recarsi nell’Ade a chiedere a Persefone, la regina degli Inferi, un po’ della sua bellezza da mettere in una scatola nera che le era stata consegnata da Afrodite. Psiche andò fino ad una torre, avendo deciso che il modo più rapido per raggiungere gli inferi era quello di morire.

Eros, che l’aveva perdonata, volò da Psiche e le tolse il sonno dagli occhi, quindi implorò Zeus e Afrodite affinché dessero il loro consenso a sposarla. La storia di Eros e Psiche, in particolare la versione presente nei libri IV,V,VI delle Metamorfosi di Apuleio, affascinò particolarmente gli artisti rinascimentali che la raffigurarono in tutti i suoi episodi nelle decorazioni dei palazzi nobiliari. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 23 giu 2018 alle 17:18. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

Amore e Psiche sono i due protagonisti di una nota storia narrata da Apuleio all’interno della sua opera Le Metamorfosi, anche se è considerata risalire ad una tradizione orale antecedente all’autore. Nella vicenda narrata da Apuleio, Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, diventa sposa di Amore-Cupido senza tuttavia sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell’oscurità della notte. Come a nozze di morte vesti la tua fanciulla ed esponila, o re, su un’alta cima brulla. Non aspettarti un genero da umana stirpe nato, ma un feroce, terribile, malvagio drago alato che volando per l’aria ogni cosa funesta e col ferro e col fuoco ogni essere molesta. Giove stesso lo teme, treman gli dei di lui, orrore ne hanno i fiumi d’Averno e i regni bui. Psiche viene così portata a malincuore sulla cima di una rupe e lì viene lasciata sola. Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, che Eros le aveva detto di evitare, con un pugnale ed una lampada ad olio decide di vedere il volto del suo amante, nella paura che l’amante tema la luce per la sua natura malvagia e bestiale.

Fallito il tentativo di aggrapparsi alla sua gamba, Psiche straziata dal dolore tenta più volte il suicidio, ma gli dei glielo impediscono. Psiche inizia così a vagare per diverse città alla ricerca del suo sposo, si vendica delle avare sorelle e cerca di procurarsi la benevolenza degli dei, dedicando le sue cure a qualunque tempio incontri sul suo cammino. La seconda prova consiste nel raccogliere la lana d’oro di un gruppo di pecore. Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve con l’amante l’aiuto di Giove: mosso da compassione il padre degli dei fa in modo che gli amanti si riuniscano: Psiche diviene la dea protettrice delle fanciulle e dell’anima, sposando Eros.

Più tardi nasce una figlia, concepita da Psiche durante una delle tante notti d’amore dei due amanti prima della fuga dal castello. Questa viene chiamata Voluttà, ovvero Piacere. Amore e Psiche è la più nota delle fiabe contenute nell’opera Le metamorfosi di Apuleio e si estende per tre degli undici libri di cui è costituito il romanzo. Apuleio non faceva mistero di essere mezzo numida e mezzo getulo, anche se la lingua in cui componeva le sue opere letterarie era il latino. La fiaba di Amore e Psiche è indubbiamente debitrice al genere della fabula Milesia e i riferimenti letterari delle sue opere sono perlopiù relativi alla cultura greco-latina, ma è altrettanto indubbio che può essere riscontrato anche qualche elemento nordafricano. L’antropologia culturale ha oggi gli strumenti per tentare tale recupero a posteriori: in verità, della cultura letteraria indigena di quei tempi ben poco si sa, dal momento che si espresse prevalentemente a livello orale. E difatti, numerosi elementi ricompaiono, identici o con minimi scarti, anche nelle fiabe di tradizione orale del Nordafrica raccolte e messe per iscritto in tempi recenti.

Mouloud Mammeri ha più volte sottolineato l’affinità tra la fiaba di Apuleio e un racconto cabilo assai noto, L’uccello della tempesta. Testo teatrale di Maura Del Serra dedicato al mito di Amore e Psiche, in “Astolfo”, 2, 1994, pp. Sonia Cavicchioli, Le metamorfosi di Psiche. Rapporto tra la favola di Apuleio e gli artisti, che, in ogni tempo, ne sono stati influenzati. La favola di Amore e Psiche. La favola dell’anima, a cura di Elena Fontanella. La favola di Amore e Pisque.

Maestro del Dado e Agostino Veneziano. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’8 nov 2018 alle 16:56. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La tesi prevede per ogni argomento didattico il collegamento con un determinato sentimento. Il sentimento è una componente essenziale della vita umana ed in base alle sue caratteristiche lo si distingue opportunamente sia dall’emozione sia dalla passione.