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La polvere del Messico PDF

Questa voce o sezione sull’argomento piante non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Etimologicamente, il nome vaniglia deriva dello spagnolo vaina che deriva a sua volta dal latino la polvere del Messico PDF, che significa guaina, baccello.


Författare: Pino Cacucci.

Il gambo e le foglie sono verdi, carnose, contenenti un succo trasparente e irritante che provoca sulla pelle delle irritazioni e pruriti persistenti. I fiori, in gruppi di otto o dieci, formano dei piccoli bouquet. Di colore bianco, verdastro o giallo pallido, hanno una struttura classica di un fiore d’orchidea malgrado un’apparenza alquanto regolare. Distribuzione attuale della vaniglia come pianta coltivata.

La vaniglia è originaria delle foreste tropicali umide della costa orientale messicana dove vive nel sottobosco. Ma la vaniglia è soprattutto conosciuta come pianta coltivata. La coltivazione di questa pianta, per la produzione della spezia, ha contribuito alla sua diffusione mella maggior parte delle regioni tropicali umide del mondo. Per più di due secoli, nel XVII secolo e XVIII secolo, il Messico, e in particolare la regione di Veracruz, conserva il monopolio della vaniglia. La vaniglia provoca una vera e propria infatuazione in Europa.

Francia, dove Madame Montespan la adopera per profumare l’acqua del bagno. Pianta di vaniglia nell’isola di Riunione. La vaniglia è stata anche coltivata sulla Guadalupa e la Martinica, ma con la preferenza per la produzione agricola della canna da zucchero e della banana, è praticamente scomparsa, come numerose altre specie sostituite dalle piante importate. Sono i coltivatori della Riunione che nel 1880 introducono in Madagascar la coltura della vaniglia. Le prime piantagioni vengono create sull’isola di Nosy Be. Malgrado la concorrenza di altri paesi tropicali come l’Indonesia e l’emergenza delle nuove produzioni, come quella indiana in Kerala, il Madagascar conserva ancora oggi il suo ruolo di primo esportatore mondiale. Per crescere, la vaniglia ha bisogno di un clima caldo e umido, di un supporto d’ancoraggio e di una certa ombra.

Dev’essere sempre realizzata manualmente da fiore a fiore. La procedura usata è sempre la stessa di colui che l’ha scoperta: Edmond Albius. Utilizzando uno strumento appuntito, ma non tagliente, ad esempio un aculeo, si strappa il cappuccio che protegge gli organi sessuali maschili. La trasformazione di frutti inodori in una spezia vellutata e gradevolmente profumata necessita una preparazione minuziosa e metodica i cui principi furono sviluppati in Messico molto tempo fa. Il metodo più semplice, detto “preparazione diretta”, consiste nel lasciar maturare il baccello alternandone l’esposizione all’ombra e al sole, ma i risultati sono mediocri. Per “uccidere” il baccello questo viene passato dal forno al freddo, ai raggi infrarossi all’alcool, ecc. Il mezzo oggi certamente più impiegato è tuttavia il bagno del baccello in acqua calda.

La vaniglia naturale sviluppa un profumo complesso, formato da molteplici tipi di composti aromatici differenti. L’appellativo commerciale vaniglia si attribuisce ai baccelli che hanno una lunghezza almeno di 15 centimetri. Un baccello di qualità deve poter essere attorcigliato a un dito senza danneggiarsi. Il mercato relativamente ristretto della vaniglia mira a soddisfare una domanda legata all’autenticità naturale, è sottomesso ai rischi climatici e alla speculazione finanziaria. I cicloni che investono frequentemente la parte orientale di Madagascar possono effettivamente distruggere una parte importante delle piante o dei raccolti. La coltura della vaniglia s’è sviluppata in diverse regioni tropicali umide del mondo.

Due paesi, Madagascar e Indonesia, rappresentano i maggiori fornitori mondiali. Se durante gli anni novanta la produzione indonesiana era passata in testa, il Madagascar oggi ricopre la posizione dominante. In Madagascar, nel 2004, la vaniglia dava da vivere a 80. Soprattutto è coltivata nella regione di Sava, situata nella zona nord-orientale dell’isola dove si trovano 24. 500 ettari coltivati a vaniglia dell’isola. In questa regione, gli alisei impongono la coltura solo sulle coste orientali, che sono le più umide. Infine ci sono alcuni paesi che si sono lanciati, o rilanciati nella produzione della vaniglia: Uganda, lo stato di Kerala in India, la Papua Nuova Guinea, le Isole Tonga, ecc.