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Questa è una voce in vetrina. Il Museo nazionale di Capodimonte è un museo di Napoli, ubicato all’interno della reggia omonima, nella località di Capodimonte: ospita gallerie di arte antica, la principessa ranocchia PDF di arte contemporanea e un appartamento storico. 1957, anche se le sale della reggia hanno ospitato opere d’arte già a partire dal 1758. Nel 2016 il museo ha fatto registrare 193 055 visitatori.


Författare: Nicola Cinquetti.

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Un duro colpo al museo venne inferto nel 1799 con l’arrivo a Napoli dei francesi e la breve istituzione della Repubblica Napoletana: temendo il peggio, l’anno precedente Ferdinando aveva già trasferito a Palermo quattordici capolavori. Eccitare il genio della gioventù, sull’esempio degli antichi maestri. Anche con la restaurazione dei Borbone nel 1815, la reggia di Capodimonte continuò a svolgere la sua funzione abitativa: le pareti delle sale vennero adornate con dipinti inviati da giovani artisti napoletani mandati a Roma per studiare a spese della Corona, e che potevano così mostrare i loro progressi. Con l’unità d’Italia e la nomina a direttore della Real Casa di Annibale Sacco, la reggia di Capodimonte, oltre a continuare ad assolvere al suo ruolo di abitazione, tornò nuovamente ad avere, seppure non ufficialmente, una funzione museale. L’inizio del XX secolo segnò un periodo di stasi nella fase di musealizzazione: il palazzo divenne abitazione fissa della famiglia del duca di Aosta, mentre le collezioni che formeranno il nucleo del futuro museo erano ancora raccolte nel palazzo degli Studi, che con l’Unità d’Italia aveva preso il nome di Museo nazionale. Nel dopoguerra, cavalcando l’onda di entusiasmo per l’opera di ricostruzione del paese, venne attuato un progetto di sistemazione dei musei napoletani. Durante gli anni settanta furono ospitate una serie di mostre temporanee finalizzate alla conoscenza della produzione artistica napoletana: accanto a queste, nel 1978, Alberto Murri propose una mostra di arte contemporanea, il cui successo invogliò a crearne una permanente.

Al piano terra sono posti i servizi per i visitatori quali biglietteria, bookshop, caffetteria e guardaroba: è inoltre presente un auditorium in grado di ospitare conferenze, proiezioni, traduzioni simultanee e concerti dal vivo, abbellito alle pareti con due arazzi della collezione d’Avolos. Nel piano ammezzato si trova la collezione Mele: si tratta di manifesti pubblicitari dei Grandi Magazzini Mele, aperti a Napoli nel 1889 dai fratelli Emiddio e Alfonso Mele e donati al museo di Capodimonte nel 1988. La sala 31 fino alla sala 60, a cui si aggiunge la sala 23 ma si escludono la sala 35 e 36, quelle dalla 38 alla 41 e quelle dalla 46 alla 50, ospitano l’Appartamento Reale. Nelle sale 46, 47, 48, 49 e 50 sono esposte le collezioni dell’Armeria farnesiana e borbonica: si tratta di circa quattromila pezzi il cui primo allestimento risale al 1958 e di cui conservano ancora l’aspetto originario.