Umorismo

La struttura originaria PDF

La struttura originaria PDF: la protesi deve resistere al carico masticatorio e all’usura dei liquidi buccali. Innocuità: la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti. Estetica: i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali in modo da non alterare il corretto profilo facciale del paziente.


Författare: Emanuele Severino.

La protesi fissa viene fissata agli elementi pilastro con la cementazione e non può essere rimossa dal paziente. Sono definite protesi fissa anche le faccette, che consistono in gusci di ceramica da applicare sui denti anteriori per finalità estetiche o funzionali. Ogni tipo di modellazione per protesi fissa per rispondere alle caratteristiche di funzionalità, resistenza, innocuità ed estetica deve avere i seguenti fondamentali requisiti. Corretta occlusione: è importante ristabilirla per un’adeguata funzionalità della protesi. Corretta ricostruzione della curvatura assiale: questa è la bombatura di ogni singolo dente in tutte le superfici verticali e va ristabilita durante la modellazione in dimensioni adeguate. Se la curvatura assiale è poco accentuata il cibo urterà frequentemente la gengiva, provocando arrossamenti e infiammazioni. Se invece la curvatura assiale è molto accentuata avremo ristagni di cibo e di conseguenza carie secondaria.

Arrotondamento delle cuspidi: questa operazione si esegue per evitare che la corona in lega nobile che verrà applicata in bocca al paziente possa danneggiare il dente antagonista, visto che le leghe utilizzate in odontoiatria hanno un’abrasione praticamente nulla. Modellazione del colletto a lama di coltello: nelle parti di protesi in cui il dente è ridotto a moncone la corona che si inserisce per andare sotto gengiva a livello del colletto deve avere uno spessore molto sottile detto a lama di coltello. Le corone sono protesi per denti singoli dei quali almeno la radice è conservata. Nei ponti l’elemento dentario estratto viene sostituito da una protesi che comprende anche gli elementi dentari adiacenti che vengono per questo ridotti a monconi e protesizzati anch’essi. In questo caso la radice dell’elemento mancante viene sostituita da un impianto dentale solitamente in titanio o leghe biocompatibili e su questo viene cementato o avvitato l’elemento protesico. I denti che accolgono una faccetta sono leggermente limati per far spazio alla ceramica. Tuttavia, la loro preparazione è estremamente conservativa e deve essere mantenuta a livello della porzione più superficiale del dente, lo smalto.

Lo smalto consente un’adesione ottimale delle faccette al dente. Con il termine “protesi mobile” si intendono tutte le protesi atte alla sostituzione di intere arcate o parti di essa. Sono definite mobili in quanto possono essere rimosse facilmente dal paziente durante l’arco della giornata. Protesi mobili sono la protesi totale, la protesi parziale e la protesi mista-scheletrata. La protesi parziale si ancora tramite ganci o attacchi di precisione ai denti rimanenti. Ha quindi il compito di ristabilire completamente le funzioni masticatorie.

Se la sella edentula fosse poco rilevata o comunque per aumentare la ritenzione della protesi totale è possibile, se la quantità di osso residuo è sufficiente, ricorrere alla chirurgia implantare. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 2 dic 2018 alle 01:36. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il territorio di Milano è ricchissimo d’acqua, visto che la città si trova sulla “linea dei fontanili”, laddove vi è l’incontro, nel sottosuolo, tra strati geologici a differente permeabilità, situazione che permette alle acque profonde di riaffiorare in superficie, soprattutto nella zona del Parco delle Groane.

Panorama di Milano e del Parco Sempione in ottobre. Milano poggia su un’unica tipologia di terreno di origine fluvio-glaciale a cemento carbonatico, comune a tutta la pianura padana. La caratteristica principale è quella di essere facilmente carsificabile. Attualmente gran parte di questi corsi d’acqua, naturali e no, si trova sotto il manto stradale. La superficie che occupa attualmente Milano ha dimensione superiore a quella di alcune città europee come Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Dublino.

La continuità abitativa si è estesa oltre i confini amministrativi, formando coi comuni contermini e alcuni di cintura un’unica conurbazione. Lo stesso argomento in dettaglio: Fondazione di Milano. Mappa del territorio e dell’idrografia originaria di Milano prima delle modifiche compiute dagli antichi Romani. L’area paludosa indicata sulla mappa come pantano diventò poi, grazie a lavori di bonifica, il porto fluviale di Mediolanum.

Sul territorio comunale di Milano è poi presente un esteso reticolo di corsi d’acqua naturali e artificiali che sono stati ereditati dal passato, il cui sviluppo complessivo è di 370 chilometri. La maggior parte di questi piccoli corsi d’acqua scorre in alvei coperti. L’insediamento celtico aveva due corsi d’acqua che lo interessavano direttamente, il Seveso e il Nirone. Più a ovest erano presente il Pudiga e l’Olona, mentre più a est il Lambro. Le città romane erano grandi consumatrici d’acqua, sia per usi pubblici che per usi domestici, e quindi gli antichi Romani studiarono a fondo l’ingegneria idraulica, di cui diventarono profondi conoscitori. Da una parte si raccoglieva l’acqua per drenare i terreni, dall’altra si usavano le acque raccolte per irrigare i campi, con un disegno preordinato e consapevole.

Con questi lavori, si creò un anello d’acqua che circondava il centro abitato di Milano. L’anello d’acqua formato dal Grande Sevese e dal Piccolo Sevese diventò poi il fossato delle mura romane di Milano, che vennero costruite in posizione poco più interna rispetto a questo sistema idraulico circolare. Con il passare del tempo la popolazione della Milano romana divenne molto numerosa, e i modesti regime idrici di Seveso e del Nirone non erano più sufficienti a coprire il fabbisogno d’acqua della popolazione. L’Olona, che garantiva una quantità d’acqua di gran lunga superiore a quella di Seveso e Nirone, come già accennato, venne deviato a Lucernate, frazione di Rho, verso Mediolanum.