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La tirannia della scelta PDF

Questa voce o sezione sull’argomento filosofia è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Si definisce perciò utilità la misura della felicità di un essere la tirannia della scelta PDF. L’utilitarismo trova una formulazione compiuta nel XVIII secolo a opera di Jeremy Bentham, il quale definì l’utilità come ciò che produce vantaggio e che rende minimo il dolore e massimo il piacere.


Författare: Renata Salecl.

Il suo pensiero fu ripreso da John Stuart Mill che nella sua opera intitolata Utilitarismo, del 1861, relativizza la quantità di piacere al grado di raffinatezza dell’individuo. L’analisi, però, si può estendere a livello complessivo. Finalità della giustizia è la massimizzazione del benessere sociale, quindi la massimizzazione della somma delle utilità dei singoli, secondo il noto motto benthamiano: “Il massimo della felicità per il massimo numero di persone. L’utilitarismo è quindi una teoria della giustizia secondo la quale è “giusto” compiere l’atto che, tra le alternative, massimizza la felicità complessiva, misurata tramite l’utilità. Non hanno rilevanza invece considerazioni riguardo alla moralità dell’atto, o alla doverosità, né l’etica supererogatoria. Non vi è alcun giudizio morale aprioristico. Si prenda ad esempio l’omicidio: questo atto può essere considerato “giusto” allorquando comporti come conseguenza uno stato sociale con maggiore utilità totale.

Avendo definito giusto ciò che massimizza l’utilità, ne deriva una visione di giustizia di tipo allocativo, dove la giustizia è definita come la gestione efficiente dell’utilità sociale. La natura ha posto il genere umano sotto il dominio di due supremi padroni: il dolore e il piacere. Spetta a essi soltanto indicare quel che dovremmo fare, come anche determinare ciò che è giusto o ingiusto. Sarebbe assurdo supporre che la valutazione dei piaceri debba dipendere solo dalla quantità.