Storia

Lucrino, Averno, Montenuovo PDF

Questa voce o sezione sull’argomento Campania è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Il golfo di Pozzuoli visto dal satellite. Gran parte del territorio è collinare, comprendendo diversi crateri vulcanici tra cui gli Astroni, Monte Nuovo e quello che ospita il lago d’Averno. Fenomeno geosismico tipico di questa città e dell’intera area dei Campi Flegrei lucrino, Averno, Montenuovo PDF il bradisismo, ossia il sollevamento e l’abbassamento della crosta terrestre a seguito dell’aumento della pressione sotterranea.


Författare: Pierluigi Musto.

Un piccolo testo sui Campi Flegrei, su alcuni luoghi che ne caratterizzano immagini, odori sapori, attraverso miti che non hanno tempo, una natura ricca di elementi significativi, tra vulcani, piante piccoli animali.

Samo, sfuggiti alla tirannide di Policrate e fondarono, con il consenso di Cuma, la città di Dicearchia cioè del giusto governo. Fino ad oggi di Dicearchia esiste solo una fonte scritta e pervenuta fino a noi, ma della presunta città non è stata rinvenuta una sola pietra. Non sappiamo, però, se lo sbarco dei Sami avvenne per caso o secondo un piano prestabilito. Charles Dubois, uno dei più illustri studiosi della storia antica di Pozzuoli, avanza un’ipotesi che, per la sua fondatezza, merita di essere presa in considerazione. I contatti tra i Sami ed i Cumani che erano originari di Calcide, furono verosimilmente facilitati dal ricordo delle vecchie tradizioni di amicizia che esistevano tra Samo e Calcide. Dicearchia visse alle dipendenze di Cuma e, pertanto, difese con essa l’ellenismo della Campania, prima contro gli etruschi e poi contro i sanniti. I sanniti occuparono Dicearchia nel 421 a.

L’occupazione romana della Campania, avvenuta nel 338 a. Il suo nuovo nome latino di Puteoli che significa piccoli pozzi, forse a causa delle numerose sorgenti di acque termo-minerali che vi si trovano, ne è la prova. Puteoli, vi dedusse, nel 195 a. La conquista romana dell’Oriente e l’esigenza di avere uno scalo aperto ai traffici con esso, fecero di Puteoli il porto mediterraneo di Roma. Nabatei ed Etiopi le dettero presto il carattere, il colore, il costume di un porto greco-orientale, sicché Lucilio poteva chiamarla fin dal 126 a.

Delus minor e Stazio all’età di Domiziano, litora mundi hospita. Con la sistemazione del porto d’Ostia, iniziato da Claudio nel 42 d. Traiano fra gli anni 100 e 106 d. Il progressivo sprofondamento del litorale puteolano, causato dal bradisismo, costrinse gli abitanti a lasciare, verso la fine del V secolo o agli inizi del VI secolo, la parte bassa e i quartieri portuali della città e a stabilirsi sull’altura che un tempo fu, quasi certamente l’acropoli di Dicearchia. Questa fu cinta di mura e diventò, così, il castro puteolano ossia il centro fortificato per difendere la popolazione dalle incursioni nemiche. Puteoli ebbe anche i suoi martiri: Artema, Procolo, Acuzio ed Eutiche, Gennaro, Sosso, Festo, Desiderio.

Nella città sono presenti diversi luoghi di culto di grande interesse artistico – religioso. Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Pozzuoli. La basilica di san Procolo martire è il principale luogo di culto cattolico di Pozzuoli, sede vescovile dell’omonima diocesi. Situato sulla sommità del Rione Terra, è un complesso di epoca molto antica e sorse probabilmente in epoca greca o sannitica come Capitolium della città. Il santuario di San Gennaro è situato nei pressi del luogo dove il martire fu decapitato.