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Maliziose intenzioni (I Romanzi Passione) PDF

Riassunto del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, Esami di Letteratura Spagnola. Maliziose intenzioni (I Romanzi Passione) PDF documento è messo in vendita dall’utente ilariacrispy92: potrai scaricarlo in formato digitale subito dopo averlo acquistato!


Författare: Elizabeth Hoyt.

La prima parte del romanzo è preceduta da un prologo tra l’arguto e il serio, nel quale l’autore si scusa per lo stile semplice e per la narrazione esile e “priva di citazioni”,adducendo questa povertà alle sue origini e al fatto che sempre le opere sono il riflesso di chi le scrive. L’autore infatti afferma che avrebbe lasciato sepolto nelle carte della Mancia il suo Chisciotte se un amico non lo avesse convinto che in realtà si trattava dello specchio di tutta la cavalleria errante e che meritava di esser diffuso e letto. Il primo capitolo tratta delle condizioni, dell’indole e delle abitudini del nobiluomo Don Alonso Quijana, che viveva in luogo impreciso della Mancia. Con lui vivevamo una governante, una nipote di 20 anni e un domestico. Fatti tutti i preparativi e preoccupato per i danni che poteva procurare al mondo tardando a partire, si mise in viaggio senza esser visto da nessuno. In questo capitolo Don Chisciotte si presenta come un cavaliere,ma perchè il nome sia valido chiede al padrone di casa di nominarlo tale,esponendo anche le ragioni di questa nomina. L’oste accettò questa nomina pensando che Don Chisciotte fosse pazzo e infatti,essendo una volpe vecchia,aveva già capito che ci avrebbe potuto guadagnare denaro.

All’alba Don Chisciotte era uscito dall’osteria ma gli tornarono in mente le parole dell’oste e decise di fare sosta al villaggio per procurarsi tutte le cose che servivano ad un buon cavaliere,compreso uno scudiere. Volgendo le redini guidò Ronzinante dove voleva e giunto nel bosco vide una cavalla legata ad una quercia e un ragazzo di 15 anni nudo legato ad un albero mentre un contadino lo percuoteva. Don Quijote disgraziato cominciò a ricordare uno dei libri che leggeva,e gli balzò alla mente quello di Baldovino e del marchese di Mantova,quando Carlotto lo abbandonò ferito sopra una montagna e gli parve che questo calzasse a puntino allo stato in cui si trovava e cominciò a recitarlo ad alta voce. Fortunatamente per Don Chisciotte passo là fuori un contadino che lo riconobbe come Chisciana e lo aiutò a sollevarsi. Mentre Don Chisciotte dormiva il prete e il barbiere chiesero alla nipote di Don Chisciotte le chiavi della biblioteca,dove si trovavano i libri fonte di tutti i mali. Intanto Don Chisciotte cominciò a lamentarsi e per accorrere da lui il curato e il barbiere interruppero il sopralluogo in biblioteca. Dopo due giorni si levò Don Chisciotte e la prima cosa fu di andare a vedere i suoi libri,ma non trovò più nemmeno la camera.

La serva aveva già pronte le risposte e affermò che il colpevole di tutto era un certo savio Mugnatone,nel quale Chisciotte si convinse di riconoscere un certo Frestone che appunto gli era nemico. Fatto sta che per i 15 giorni che seguirono Don Chisciotte se ne stette a casa tranquillo,e convinse un villano suo vicino a fargli da scudiero: si trattava di Sancio Panza. Più volte lo scudiero ricordava al cavaliere errante la promessa fatta e Chisciotte rispondeva che se la fortuna fosse stata dalla loro parte egli avrebbe avuto molto più di ciò che era stato pattuito. Don Chisciotte appena li vide avvisò Sancio che la fortuna stava effettivamente dalla loro parte e che quelli all’orizzonte erano smisurati giganti. Proseguendo si avviarono a Porto Lapice,dove Chisciotte diceva che non sarebbero mancate avventure,alludendo alla battaglia di Diego Perez di Vargas contro i Mori e col proposito di imitarlo nell’impresa: come lui infatti avrebbe voluto staccare da una quercia un ramo e tentare con esso ogni sorta di prodezze. Passarono così la notte in mezzo agli alberi,da uno dei quali Don Chisciotte strappò un ramo secco al quale appiccò il ferro di quella che si era spezzata nella lotta contro i mulini. In realtà Chisciotte,per la seconda volta incurante degli avvisi del suo scudiero,si convinse che si trattava di incantatori e decise di impedir loro il cammino.

I frati tirarono le briglia alle mule,ma Don Chisciotte si avvicinò furioso ad uno dei due frati abbassando per poco la lancia. L’altro vedendo il fratello in pericolo battè furiosamente la mula e fuggì per la campagna. Intanto Don Chisciotte stava adulando la signora del cocchio,ma uno scudiero tra quelli che seguitavano al cocchio,vedendo che egli impediva al carro di proseguire decise di sfidarlo a duello e i due si affrontarono a battaglia come due arrabbiati nemici. Tutti intorno impauriti attendevano l’esito dei colpi che i due si scambiavano,e le signora con le ancelle facevano mille preghiere ai Santi affinchè Dio le liberasse da ogni male. Don Chisciotte non trovò scritto null’altro. Espediente letterario del manoscritto: uno dei primi a usare questo espediente fu proprio Cervantes nel Don Chisciotte,per giocare molto con il concetto aristotelico di verosimiglianza.