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Oltre l’apocalisse. Arte, architettura, abbandono PDF

L’antica basilica di San Pietro in Vaticano, nota anche come basilica di Costantino, era ubicata a Roma, nell’area attualmente occupata dalla nuova basilica vaticana. Jean Fouquet, Grandes Chroniques de France, Incoronazione di Carlo Magno, ambientata nella basilica vaticana. Nicea del 325, ebbe riscontro nella serie di edifici costruiti nei luoghi santi della Palestina e di Roma, che dettero vita oltre l’apocalisse. Arte, architettura, abbandono PDF nuova tipologia della basilica cristiana. La costruzione del grande quadriportico antistante la basilica, documentato dal 397, fu probabilmente prevista contestualmente al cantiere della basilica e realizzata poco dopo, essendo localizzato anch’esso sulla platea della basilica, raccordata al livello del piano originario con una grande scalinata.


Författare: M. Grazia Eccheli.

L’immensità della tragedia umana che accompagna ogni catastrofe richiede sempre un momento di riflessione, che può condensarsi nell’istante di una fotografia, tradursi nel disincanto di un racconto oppure generare una nuova bellezza, attraverso l’arte e l’architettura. Dall’Interno perduto d’Emilia a L’Aquila, dai crinali d’Irpinia alla luminosa valle del Belice, dal paesaggio alpino di Longarone all’ormai irreale Messina di Antonello sono stati ripercorsi, in un viaggio a ritroso nel tempo, alcuni dei momenti più drammatici della storia recente del nostro Paese. Per L’Aquila, distrutta dal sisma del 2009, gli studenti della Scuola di Architettura di Firenze hanno immaginato una città in cui la vita, la musica e il ricordo siano ancora possibili, attraverso il progetto di un auditorium, uno spazio sacro e una piccola casa.

Nell’846 fu saccheggiata dai saraceni che la depredarono di numerose opere d’arte ed arredi tra cui le porte bronzee del VII secolo. A scanso di futuri episodi simili l’allora papa Leone IV la fece circondare da fortificazioni, le tuttora esistenti mura Leonine. Dopo un periodo di abbandono dovuto alla cosiddetta cattività avignonese, alla fine del XIV secolo la basilica, insieme al complesso vaticano divenuto la residenza dei papi, fu al centro dell’interesse papale e si arricchì di molte opere d’arte. All’inizio del XVI secolo si decise per la sua totale ricostruzione e quindi fu lentamente demolita, a partire dal presbiterio, per far spazio alla nuova, grandiosa basilica. Scavi archeologici hanno indagato la necropoli sorta fuori dal circo di Nerone, ai piedi del colle Vaticano, fatta interrare da Costantino sotto la basilica. Sono stati rinvenuti, ed in parte resi visitabili, numerosi mausolei del II e III secolo disposti lungo una via funeraria ed altre sepolture meno monumentali costruite intorno all’area identificata come quella della tomba di Pietro. Privati delle volte ed interrati per realizzare la platea sancti Petri alcuni mausolei hanno conservato pavimenti, iscrizioni, pitture, stucchi e mosaici con raffigurazioni a volte di tema cristiano come il mausoleo dei Giulii, con Giona e la balena, il Buon Pastore, e Cristo sul carro del Sole, come Apollo.

Le navate erano divise da quattro colonnati di ventidue colonne ciascuno, coperti da architravi nella navata centrale e da archi in quelle laterali. La facciata presentava finestroni ad arco su due ordini. Il frontone aveva solo un piccolo rosone, mentre la parte corrispondente alla navata centrale era decorata con mosaici che nella parte più alta erano leggermente incurvati verso il basso per una migliore visione. I mosaici risalivano al V secolo, anche se furono restaurati, rimaneggiati e reintegrati varie volte,soprattutto nel XIII secolo. Accanto alla basilica esistevano numerosi altri edifici tra cui un campanile medievale e due edifici a pianta circolare, antichi mausolei romani usati forse come martyrion. Sul lato sud, poco discosto dalla basilica e dai suddetti mausolei, si trovava un obelisco, resto del Circo di Nerone, che, rimasto ancora in piedi, fu spostato nel 1586 al centro della nuova Piazza San Pietro. Tra le tante opere d’arte che nei secoli abbellirono la basilica, in parte andati perduti, in parte ancora conservate in Vaticano o riutilizzati nella nuova basilica o in altre chiese.

Mosaici la adornavano internamente ed esternamente. Lo stesso Giotto aveva eseguito nel 1320 circa la pala dell’altare principale, il Polittico Stefaneschi ora nei Musei Vaticani ed alcuni affreschi, perduti, nella tribuna. Nel 1377 il complesso vaticano divenne la residenza dei papi dopo la cattività avignonese. Tra il 1467 e il 1470 fu realizzato un grande ciborio marmoreo per l’altare principale scolpito da Paolo Romano, di cui rimangono alcuni bassorilievi ricomposti all’interno della Biblioteca Vaticana. La testimonianza più antica che attesta la sepoltura di Pietro in Vaticano sono le parole di un presbitero del III secolo, riportate da Eusebio di Cesarea, che afferma: “. Christoph Jobst, La basilica di S. L’architettura della basilica di San Pietro, Storia e costruzione, Roma, 1997, pp.