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Paesaggi dell’architettura PDF

L’architettura manierista è quella fase dell’architettura europea che si sviluppò indicativamente tra il 1530 ed il 1610, cioè tra la fine del Rinascimento e l’avvento del Barocco. Chiesa divennero il simbolo paesaggi dell’architettura PDF una disintegrazione di un mondo unificato e assoluto.


Författare: Lucio Altarelli.

Il Manierismo si sviluppò in Italia ed influenzò l’architettura di gran parte dell’Europa. Giova pertanto delineare il contesto storico del continente. Successivamente, nel 1542, papa Paolo III ripristinò il Sant’Uffizio dell’Inquisizione, che precedette di pochi anni la convocazione del Concilio di Trento. Il Manierismo rifiuta l’equilibrio e l’armonia dell’architettura classica, concentrandosi piuttosto sul contrasto tra norma e deroga, natura e artificio, segno e sottosegno. Dal punto di vista decorativo, particolare importanza assunse il fenomeno delle grottesche, un soggetto pittorico di età romana, riscoperto alla fine del XV secolo durante alcuni scavi archeologici.

Scuola di Fontainebleau, che divenne il principale centro manierista della Francia. Sin dai primi anni del XVI secolo lo spirito manierista si diffuse anche in Spagna come reazione al tardo gotico nazionale. Il punto di partenza dell’architettura manierista è la Villa Farnesina di Roma, costruita da Baldassarre Peruzzi intorno al 1509. Tuttavia, il capolavoro del Peruzzi è da ricercare nel Palazzo Massimo alle Colonne, risalente al 1532. La struttura si inserisce in un lotto di terreno di dimensioni irregolari, a forma di “L”. Analogo giudizio può essere espresso per il celebre Palazzo Te a Mantova, edificato da Giulio Romano nel decennio a cavallo tra il 1525 ed il 1534.

Caratteri rustici hanno anche altri due edifici mantovani progettati sempre da Giulio Romano: la casa dello stesso architetto ed il cortile della Cavallerizza nel Palazzo Ducale. Giulio Romano si dissolve fino a fondere i due elementi in un’unica struttura parietale, trova ulteriori esempi in alcuni palazzi veneti realizzati da Michele Sanmicheli, Andrea Palladio e Jacopo Sansovino. Ancora del Sanmicheli è il Palazzo Canossa, innalzato sempre a Verona intorno agli anni trenta del medesimo secolo, dove gli elementi rustici e quelli di artificio raggiungono una maggiore integrazione. Tale componente emerge con maggior vigore nelle residenze suburbane erette dall’architetto vicentino ed in particolare nella Villa Serego in Santa Sofia di Pedemonte e nella Villa Barbaro a Maser. L’architettura civile offre ancora esempi importanti in alcuni palazzi veneziani, i cui caratteri predominanti furono teorizzati da Sebastiano Serlio nei suoi Sette libri dell’architettura.

Tuttavia, le opere di artisti come Sansovino e Palladio difficilmente potrebbero definirsi manieriste allo stesso modo di quelle realizzate dal citato Giulio Romano o Michelangelo Buonarroti, i due principali esponenti della corrente. Nella Biblioteca Laurenziana, costruita lungo il chiostro della medesima basilica, dovette tener conto delle condizioni preesistenti. Il progetto fu risolto con la realizzazione di due ambienti adiacenti: l’atrio, di superficie ridotta e caratterizzato da un alto soffitto, e la sala di lettura, posta su un piano più elevato. Villa medicea di Artimino, di Bernardo Buontalenti. In seguito, nel 1558 il Vignola riprese un fortilizio iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane alcuni decenni prima, trasformandolo in una delle più felici espressioni della corrente manierista: il Palazzo Farnese, a Caprarola. L’opera più celebre del Vignola resta comunque la chiesa del Gesù a Roma, cominciata nel 1568 e destinata ad “esercitare un’influenza forse più ampia di qualunque altra chiesa costruita negli ultimi quattrocento anni”.

Il Manierismo italiano influenzò profondamente l’architettura dei castelli francesi, ma, inizialmente, si limitò al solo apparato decorativo. Sotto lo stesso Francesco I, a partire dal 1528, furono iniziati i lavori d’ampliamento del Castello di Fontainebleau, che portarono all’edificazione della Porte Dorée, dei corpi di fabbrica attorno alla Cour du Cheval Blanc e alla galleria d’unione tra un preesistente torrione e le costruzioni della Cour du Cheval Blanc. Allo stesso modo, il Castello di Chambord presenta un netto contrasto tra corpi di fabbrica e coperture. Un altro italiano, il citato Sebastiano Serlio, prestò la sua opera nel Castello di Ancy-le-Franc, dove introdusse, attorno ad un cortile a pianta quadrata, dei corpi di fabbrica chiusi, su ogni angolo, da torri anch’esse a pianta quadrata. A questo schema è riconducibile la Cour Carrée del Louvre, voluta da Francesco I in luogo del preesistente castello medioevale.

Ospedale Maggiore e al chiostro bramantesco di Sant’Ambrogio. Verso la fine del XVI secolo in Inghilterra furono innalzate diverse dimore di campagna, in uno stile più mirante all'”ordine” che alle “licenze”. Sempre nel 1580 iniziarono i lavori della Wollaton Hall, nel Nottinghamshire. La sua prima opera importante fu la Queen’s House di Greenwich.