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Parole libere di salire PDF

Please parole libere di salire PDF this error screen to v00w7l-luigi. Italian Social Republic within Europe 1943. Repubblica Sociale Italiana – Le aree segnate in verde facevano ufficialmente parte della R.


Författare: Alberto Di Palma.

249 sull'”Assetto della legislazione nei territori liberati” essa è definita sedicente governo della repubblica sociale italiana. Pur rivendicando tutto il territorio del Regno d’Italia, la RSI esercitò la propria sovranità solo sulle province non soggette all’avanzata alleata e all’occupazione tedesca diretta. Alleati con il Comando Tedesco Sud-Ovest anche a nome dei corpi militari dello Stato fascista in quanto quest’ultimo non riconosciuto dagli Alleati come valido e autonomo. La creazione di uno Stato italiano fascista guidato da Mussolini fu annunciata dallo stesso il 18 settembre 1943 attraverso Radio Monaco.

Il 23 settembre veniva costituito presso l’ambasciata tedesca a Roma il nuovo governo Mussolini in assenza di quest’ultimo, ancora in Germania. In questa fase viene usata l’espressione “Stato Fascista Repubblicano d’Italia”. Il 27 settembre il governo comunica che si dà inizio al funzionamento del nuovo Stato Fascista Repubblicano. Il 28 settembre nel suo primo Consiglio dei ministri alla Rocca delle Caminate, presso Forlì, viene usata la denominazione di “Stato Nazionale Repubblicano”. Al terzo Consiglio dei ministri del 27 ottobre Mussolini annuncia la preparazione della Grande Assemblea Costituente, che getterà le solide fondamenta della Repubblica Sociale Italiana, tuttavia lo Stato non cambia nome. Il 17 novembre il Manifesto di Verona approvato dal PFR delinea la creazione di una Repubblica Sociale. Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco americano in Sicilia e l’ormai ritenuta inesorabile sconfitta dell’Italia, furono a molti livelli cercate soluzioni per uscire dalla crisi.

Lui attribuiscono e che sono sempre state il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia. Nell’approvazione dell’ordine del giorno c’era stato il voto, se non decisivo almeno assai significativo, di Galeazzo Ciano, ex ministro degli Esteri e genero del Duce, e di Dino Grandi, importante politico e diplomatico che aveva rappresentato nel mondo il prestigio dell’Italia fascista. Nel pomeriggio dello stesso 25 luglio, Mussolini era stato ricevuto dal Re nella sua residenza di Villa Savoia. Non presso la sua residenza di Rocca delle Caminate, come egli sperava. Al posto di Mussolini il Re aveva nominato Pietro Badoglio, il quale subito aveva sedato l’euforia popolare, sorta alla notizia della caduta del capo del fascismo, e spento le speranze di pace con il famoso proclama radiofonico caratterizzato dall’impegno: “La guerra continua”. Lo Stato che noi vogliamo instaurare sarà nazionale e sociale nel senso più lato della parola: sarà cioè fascista nel senso delle nostre origini. Benito Mussolini, dal discorso di Radio Monaco del 18 settembre 1943.

A novembre fu istituita un’ambasciata della RSI in Germania: fu nominato ambasciatore Filippo Anfuso, che presentò le sue credenziali a Hitler il giorno 13. Uffici tedeschi e sede giornalistica nazista. Aprica Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana della R. Lo stesso argomento in dettaglio: Governo della Repubblica Sociale Italiana. Il 13 ottobre 1943 fu annunciata l’imminente convocazione di un’Assemblea Costituente, che avrebbe dovuto redigere una Carta costituzionale nella quale la sovranità sarebbe stata attribuita al popolo. La RSI fu in realtà un protettorato tedesco, sfruttato dai nazisti per legalizzare alcune loro annessioni e per ottenere manodopera a basso costo. Voluto dal Terzo Reich come apparato per amministrare i territori occupati del Nord e Centro Italia, lo Stato della RSI era infatti una struttura burocratica non dotata di potere autonomo effettivo, che in realtà era detenuto dai tedeschi.

L’intero apparato della Repubblica di Salò era infatti controllato dai militari tedeschi, memori del “tradimento” che gli italiani avevano consumato con l’armistizio dell’8 settembre. Il controllo non veniva esercitato solo sulla direzione della guerra e degli affari militari, ma spesso anche sull’Amministrazione della Repubblica. Le stesse autorità militari potevano avere infatti anche funzioni civili. Alla Repubblica Sociale non fu consentito di riportare in patria i militari internati dai tedeschi in seguito all’8 settembre, ma solo di reclutare volontari fra di essi per la costituzione di divisioni dell’Esercito da addestrarsi in Germania. L’integrità territoriale della RSI non fu rispettata dai tedeschi. I rapporti tra Fascismo ed ebrei, già resi difficili e precari dalle leggi razziali del 1938, subirono un ulteriore degrado dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana. Mussolini e Buffarini Guidi erano andati prendendo negli anni precedenti .

Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, pp. La creazione della Repubblica Sociale Italiana sotto diretta tutela della Germania fu l’inizio della caccia all’ebreo anche in territorio italiano, cui contribuirono attivamente reparti e bande armate della RSI. Fra le retate completamente organizzate ed eseguite da italiani della RSI assume particolare rilievo il rastrellamento di Venezia effettuato tra il 5 e il 6 dicembre 1943: 150 ebrei furono arrestati in una sola notte. Il 30 novembre 1943 fu emanato da Buffarini Guidi l’Ordine di polizia nº5 secondo il quale gli ebrei dovevano essere inviati in appositi campi di concentramento. Il 4 gennaio 1944 gli ebrei vennero privati del diritto al possesso. Subito dopo iniziarono ad essere emessi i primi decreti di confisca che già il 12 marzo successivo ammontavano a 6. Con la nomina di Giovanni Preziosi, nel marzo del 1944, a massimo responsabile della Direzione per la demografia e la razza, si assistette a un ulteriore inasprimento della persecuzione anti-ebraica.

Vennero emanate nuove disposizioni ancora più vessatorie, sostenute da Alessandro Pavolini e sottoscritte da Mussolini. Gli ebrei fatti prigionieri dal regime erano prima internati nei campi provinciali di raccolta, e quindi concentrati nel campo di Fossoli, a partire dal quale la polizia tedesca organizzava i convogli diretti ai campi di sterminio. Michele Sarfatti, storico di origini ebraiche, ha rilevato che è vero che i convogli vengono organizzati dalla polizia tedesca, ma questa lo può fare perché quella italiana trasferisce gli ebrei a Fossoli. 825 unità nel 1931, di cui 8.

Secondo fonti affidabili, i deportati furono 8. Lo stesso argomento in dettaglio: Carta del Lavoro. La neutralità di questa voce o sezione sull’argomento storia è stata messa in dubbio. Per contribuire, correggi i toni enfatici o di parte e partecipa alla discussione. Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Fin dai primi giorni dopo la sua costituzione, il governo della RSI si preoccupò di riprendere saldamente il controllo dell’economia, per salvaguardare il potere d’acquisto della moneta ed evitare fenomeni inflazionistici.