Umorismo

Passeggiata a Sud-Est PDF

Le passeggiata a Sud-Est PDF di Lucca sono il secondo maggior esempio in Europa di mura costruite secondo i principi della fortificazione alla moderna che si sia conservata completamente integra in una grande città. L’attuale cerchia muraria di Lucca, lunga esattamente 4 chilometri e 223 metri, è frutto dell’ultima campagna di ricostruzione, partita nel 7 maggio del 1504 e terminata solamente un secolo e mezzo dopo, nel 1648.


Författare: Daniel Mazza.

I lavori hanno avuto luogo anche nella seconda metà del Seicento, con aggiornamenti strutturali basati sulle nuove conoscenze e tecniche costruttive. Le mura furono concepite anche come deterrente. In particolare la Repubblica di Lucca temeva le mire espansionistiche prima di Firenze e, successivamente, del Granducato di Toscana. Tuttavia non si arrivò mai ad una vera guerra aperta contro il Granducato.

Il nuovo impiego delle mura si ripercosse anche sugli spazi esterni antistanti, i quali furono convertiti in grandissimi prati. Il perimetro fortificato romano fu eretto già nel 180 a. Gli studi più recenti avanzano l’ipotesi che tra la fine del Marchese Bonifacio e la discesa del Barbarossa in Italia siano iniziati i lavori della nuova cerchia, che fu integrata ai resti di quella romana. Le mura di questa cerchia perdono la forma rigorosamente quadrata per adattarsi alle esigenze dellosviluppo cittadino. Esse, conservate per un lungo tratto sul lato nord e visibile in lacerti in altri punti della cinta, erano spesse circa 2,45 metri, erette con la tecnica a sacco, ovvero un nucleo di pietrame e pezzi di scarto annegati nella malta, rivestiti all’esterno da uno strato di blocchetti in pietra accuratamente squadrati, ed all’interno da un più economico strato di mattoni. Lungo questa cerchia restano intatte Porta dei borghi e Porta San Gervasio.

Nonostante il significativo incremento della superficie racchiusa nelle mura, a Nord Ovest della città si svilupparono presto abitati in corrispondenza dei borghi, ovvero dei tratti iniziali delle strade uscenti dalle porte urbiche. Oltretutto lo sviluppo della città era ostacolato in tutte le altre direzioni, a sud dalle paludi e dalla vicinanza con l’arcirivale Pisa, ad Ovest dalla Presenza del Prato del marchese, a Nord dal sempre minaccioso Serchio. A partire dal 1491 si rendevano necessari altri ampliamenti della città ed ammodernamenti in ossequio alle nuove tecniche fortificatorie. Il processo che ha portato alla realizzazione delle mura moderne parte molto prima degli effettivi lavori di costruzioni e si articola in molteplici fasi. La campagna di fortificazione iniziò nel 1504, ma solo a partire dal 1513 fu effettivamente messa in atto.

Per prima cosa furono abbattuti tutti i borghi locali, per un raggio di circa 1700 metri, così da fornire un’ampia visuale sul territorio e far spazio alla muraglia. Per la progettazione della cinta è possibile che siano state richieste consulenze a Matteo Civitali e Francesco di Giorgio Martini, ma non restano alcune testimonianze di effettivi progetti. Queste aperture erano murate verso l’esterno e ad esclusivo uso della guarnigione delle mura che le apriva solo per eventuali sortite e controattacchi. Oggi sono in gran parte state riaperte per l’uso come passaggi pedonali. Nonostante le intenzioni dei progettisti di interdirne totalmente l’uso e l’accesso ai civili furono fin dall’inizio considerate un magnifico passeggio, specie a causa della piantumazione di centinaia di alberi, che oggi hanno raggiunto un enorme sviluppo.

Nelle intenzioni dei progettisti peraltro gli alberi dovevano servire in caso di assedio come riserva di legna da ardere e per le riparazioni d’emergenza. Le mura contennero la città fino al XIX secolo e tutt’oggi l’espansione urbanistica immediatamente all’esterno di esse è relativamente limitata rispetto ad altri centri della regione. Per coordinare l’intero processo costruttivo delle mura moderne fu creato uno specifico organo denominato “Officio delle Fortificazioni della Città e dello Stato”. Istituito il 7 maggio del 1504 e destituito solamente tre secoli dopo nel 28 gennaio 1801, l’Officio delle Fortificazioni andò a rendere conto dell’intero processo di realizzazione della cinta, per poi andare a porsi a fine costruzione come unico gestore e manutentore. Le mura di Lucca sono una delle poche strutture realizzate in perfetta simbiosi con la vegetazione. Le mura rinascimentali sono state realizzate con la tecnica dei terrari, un metodo a quel tempo decisamente innovativo rispetto alla tradizione, basato principalmente sull’uso di risorse naturali in ambito difensivo e costruttivo. Il sistema utilizzava la vegetazione viva come materiale da costruzione, in combinazione con materiali artificiali e materiali organici morti.

La struttura fu basata su di una grande massa di terra pressata e battuta, racchiusa all’interno da una camicia di mattoni e pietra. I terrari furono principalmente coordinati da Vincenzo Civitali, il quale sottolineò la loro importanza rispetto alle classiche cinte murarie in mattoni e pietra, soluzioni inadeguate per resistere alla furia ed alle vibrazioni generate dalle cannonate. Per la realizzazione delle mura vi fu un’attenta e dibattuta selezione di materiali vegetali, con una particolare attenzione per i processi di essiccazione e di lavorazione. Alla base della costruzione vi erano infatti proprio tali materiali e ad evidenziarlo furono i molteplici crolli in fase costruttiva, causati quasi tutti da un’inadeguata qualità dei materiali organici selezionati. L’attuale configurazione delle Mura di Lucca prevede la presenza di sei porte che consentono l’ingresso all’interno della città. XIX secolo per far passare una ferrovia a scartamento ridotto, ormai soppressa. Questi accessi sono noti come “sortite”.