Umorismo

Percorsi paralleli. Moravia e Piovene tra giornali e riviste del dopoguerra PDF

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Författare: Marcello Ciocchetti.

L’indagine si concentra su vicende solo in parte esplorate: dalla fondazione (e condirezione) del settimanale “Città” alla condivisa titolarità delle rubriche di Arti e Spettacoli su “La Nuova Europa” di Salvatorelli e sui giornali di Répaci e Barzini jr. (“L’Epoca” e “Libera Stampa”); dalla frequentazione – meno continuativa ma altrettanto coincidente – di altre importanti testate del periodo (“Mercurio”, “La Settimana”, “La Città libera”) fino alla congiunta riflessione sui temi politici e culturali del momento. Vengono prese in esame anche altre esperienze poco note ma ugualmente significative (come gli impegni radiofonici di Piovene o gli interventi di Moravia su “Avanti!”, “Maschere” e “Risorgimento”); si cerca inoltre di ricostruire le intricate fasi di ripresa della “scrittura letteraria” da parte dei due autori ed il loro travagliato rapporto con le case editrici grandi e piccole del periodo (Documento, Atlantica, Bompiani). Un ricco apparato di note tenta di ricomporre il quadro delle relazioni intellettuali ed il contesto entro cui si svolse il percorso umano e professionale dei due “scrittori giornalisti”. Correda il volume una bibliografia “in parallelo” degli interventi pubblicati da Moravia e Piovene tra il 1944 ed il 1945, col conseguente recupero di decine di articoli dispersi su una costellazione di periodici di non sempre agevole reperibilità.

Considerato uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, ha esplorato nelle sue opere i temi della sessualità moderna, dell’alienazione sociale e dell’esistenzialismo. Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti e pubblicò nella sua lunga carriera più di trenta romanzi. I temi centrali dell’opera di Moravia sono l’aridità morale, l’ipocrisia della vita contemporanea e la sostanziale incapacità degli uomini di raggiungere la felicità. Roma, nel quartiere Pinciano, in via Giovanni Sgambati, il 28 novembre del 1907, da un’abbiente famiglia borghese. Giuseppe Zanardelli e senatore del Regno dal 1913. Il fratello della madre, Augusto De Marsanich, fu sottosegretario di Stato durante il Fascismo, e nel dopoguerra deputato, senatore e segretario del Movimento Sociale Italiano. Nel 1925, lasciato il sanatorio e recatosi a Bressanone per la convalescenza, cominciò a scrivere Gli indifferenti.

Il romanzo narra la storia di una famiglia i cui componenti, legati da una vicenda di corruzione e di viltà, sono fondamentalmente dei vinti, vinti dalla loro apatia, dalla assenza totale di orgoglio e dignità morale. Dal 1930 iniziò a collaborare con La Stampa, allora diretta da Curzio Malaparte e nel 1933 fondò, insieme a Mario Pannunzio, la rivista “Caratteri”, che vedrà la luce per soli quattro numeri. Ritornato in Italia scrisse un libro di racconti lunghi intitolato L’imbroglio che verrà pubblicato da Bompiani nel 1937. Nel 1941 si sposò in chiesa con la scrittrice Elsa Morante che aveva conosciuto nel 1936.