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Pittori soldato della Grande Guerra PDF

Il viso della statua equestre di Cangrande. Figlio di Alberto I della Scala e di Verde di Salizzole, è l’esponente più conosciuto, amato e celebrato della dinastia scaligera. Cangrande non fu solo un abile conquistatore, ma anche uno scaltro politico, un accorto amministratore e pittori soldato della Grande Guerra PDF generoso mecenate, noto infatti anche perché fu amico e protettore del Sommo Poeta Dante Alighieri.


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Durante la prima guerra mondiale numerosi artisti si arruolarono e andarono sul fronte anche con l’obbiettivo di documentare, mediante disegni e dipinti, luoghi e fasi del conflitto in corso. Le loro opere diventarono così una sorta di reportage in diretta della guerra e, allo stesso tempo, un particolarissimo diario dell’esperienza fatta sul fronte giacché questi pittori-soldato annotavano, giorno per giorno, sui fogli o sulle tele, i luoghi visitati, i ritratti dei commilitoni e le vicende belliche che li avevano visti protagonisti tra il 1915 e il 1918. Dagli appostamenti sulle Alpi nord-orientali alle battaglie sul Carso, dalle imprese navali sul Mar Adriatico agli interventi in terra d’Albania: tutte le loro esperienze personali si traducevano in immagini. Questo volume raccoglie il repertorio completo delle opere dell’attività dei pittori-soldato presenti all’interno delle collezioni del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Si tratta di circa cinquecento lavori tra disegni, dipinti e incisioni di Italico Brass, Anselmo Bucci, Aldo Carpi, Tommaso Cascella, Angelo Landi, Cipriano Efisio Oppo, Lodovico Pogliaghi e Vito Lombardi (molti dei quali del tutto inediti) che sono stati oggetto di un mirato progetto di catalogazione e valorizzazione che li ha messi in relazione con la coeva produzione ricordata nella stampa dell’epoca.

Nel poema dello storico vicentino Ferreto dei Ferreti si descrive Cangrande come un giovane prodigioso che, non divertendosi a giocare con gli amici, preferiva utilizzare le armi e sognare imprese cavalleresche. Il padre morì nel 1301, quando Cangrande era poco più di un bambino, per cui venne affidato alla custodia del fratello Bartolomeo, che divenne il nuovo Signore di Verona. L’effettiva coreggenza sarebbe iniziata solo nel 1308, quando a Cangrande venne affidato il comando supremo delle forze armate. Visto che non si riuscirono ad ottenere risultati di rilievo l’esercito mantovano-veronese si ritirò dai territori ferraresi per andare in aiuto di Matteo I Visconti che stava cercando di riappropriarsi del potere a Milano dopo essere stato cacciato dai guelfi Torriani. Azzo, mentre il mese successivo venne siglata la pace con Milano. A Ferrara si unì Cremona, che dopo la sua entrata in guerra vide il proprio territorio saccheggiato dai cavalieri veronesi.

Verona e Mantova non avevano quindi più motivi per continuare la guerra vista la nascita di lotte intestine a Ferrara, che aveva così perso il ruolo di importante centro guelfo dell’alta Italia: Scaligeri e Bonacolsi chiesero e ottennero il mantenimento dello stato precedente all’inizio della guerra. Variante dello stemma degli scaligeri, assunto per la prima volta da Cangrande quando divenne vicario imperiale, da qui l’aquila imperiale in cima alla scala. Nel 1308 Alboino decise di condividere il potere con un Cangrande ormai diciottenne, che fu quindi proclamato Capitano del popolo veronese e divenne coreggente e Signore di Verona. Nuovo obiettivo dei due Signori divenne indebolire la guelfa Milano, ancora asservita ai Della Torre.