Cucina

Porti di frontiera. Industria e commercio a Trieste, fiume e Pola tra le guerre mondiali PDF

Il territorio dove attualmente sorge la città di Trieste e il suo retroterra carsico divennero sede stabile dell’uomo durante il Neolitico. Tergeste, sviluppandosi e acquisendo una netta fisionomia urbana porti di frontiera. Industria e commercio a Trieste, fiume e Pola tra le guerre mondiali PDF in epoca augustea.


Författare: Rolf Petri.

Raggiunse la sua massima espansione durante il principato di Traiano, con una popolazione che, secondo Pietro Kandler, doveva aggirarsi sui 12. Nella parte bassa del colle di san Giusto verso il mare è ancor oggi possibile osservare i resti della città romana, nonostante le numerose costruzioni moderne che ne coprono, in parte, la visuale. Due edifici ci offrono una chiara testimonianza dell’importanza di Trieste in epoca romana: il teatro, della fine del I secolo a. Sul colle di San Giusto sono tuttora visibili alcuni resti dei templi a Giove e ad Atena. Altro monumento romano mantenutosi in discrete condizioni fino ai giorni nostri è l’Arco di Riccardo, antica porta cittadina edificata nella seconda metà del I secolo a. Importante fu il collegamento effettuato dall’imperatore Flavio Vespasiano tra Trieste e Pola.

Tuttora rimane il tracciato denominato proprio “Via Flavia”. Il fabbisogno idrico della città era all’epoca soddisfatto da due acquedotti: quello di Bagnoli e quello di San Giovanni di Guardiella. Lo stesso argomento in dettaglio: dominio vescovile a Trieste. Dopo l’anarchia che paralizzò l’intera regione alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, Trieste fece parte prima del Regno di Odoacre, poi di quello di Teodorico il Grande.

Si vobis placet, ut eos mittamus in talia deserta loca, ubi sine vestro damno valeant commanere, faciant utilitatem in publico, sicut et caeteros populos. Durante tutta l’età vescovile la città fu costretta a difendersi dalle mire espansionistiche dei potenti Patriarchi di Aquileia, di Venezia e, successivamente, dei conti di Gorizia. Divenuta libero comune, Trieste dovette affrontare nuove e più poderose pressioni, sia di natura militare che economica, da Venezia, che ambiva ad assumere una posizione egemonica nell’Adriatico. Trieste prima dell’istituzione del porto franco. Il Borgo Teresiano è ancora costituito da saline, mentre attorno alla Cittavecchia vi sono solo aree agricole. Ritornata agli Asburgo nel 1813 Trieste continuò a svilupparsi, anche grazie all’apertura della ferrovia con Vienna nel 1857. In età medievale e fino al principio del XIX secolo a Trieste si parlava il tergestino, un dialetto di tipo retoromanzo.

Gli abitanti usano tre diverse lingue: l’italiano, il tergestino e lo sloveno. Grazie al suo stato privilegiato di unico porto commerciale di una certa importanza dell’Austria, Trieste continuò sempre a mantenere nei secoli stretti legami culturali e linguistici con l’Italia. A Trieste la nobiltà parla il tedesco, il popolo l’italiano, il contado lo sloveno. Secondo il contestato censimento austriaco del 1910, su un totale di 229. Sul totale della popolazione residente censita, ben 98. Le vicende politiche e le lotte nazionali di Trieste nel periodo compreso fra il 1861 ed il 1918 sono state oggetto di una amplissima serie di studi da parte di storici di diverse nazionalità.