Società

Romagna sotto la neve PDF

Questa voce o sezione sull’argomento scienza è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Un cristallo di neve individuato al microscopio elettronico a scansione all’interno di un fiocco di romagna sotto la neve PDF. Allo stesso modo, anche una prolungata omotermia verticale con temperatura costante di poco superiore allo zero sfavorisce la caduta di neve facendo fondere i fiocchi in caduta. C in su e con livelli medio-alti di umidità.


Författare: Righi Emanuele.

La velocità di caduta, in assenza di moti convettivi verticali, risente delle dimensioni dei fiocchi. La velocità di caduta è maggiore rispetto alla neve a larghe falde e dà spesso luogo a fitte nevicate. Spesso dà luogo al suolo ad accumuli di neve secca e farinosa. La velocità di caduta è maggiore rispetto alla grandine. Neve tonda: fiocchi di neve che, attraversando uno strato dell’atmosfera a temperatura lievemente positiva, vanno ad ampliarsi infinitamente su sé stessi o i cristalli a perdere le punte arrotondando i loro bordi e prendendo così una forma più sferica. Acquaneve: caduta di fiocchi parzialmente fusi in pioggia. Tormenta o bufera: tempesta di neve intensa spesso accompagnata da vento come ad esempio il blizzard.

Nevischio: debole caduta di fiocchi di piccole dimensioni. Scaccianeve: non è propriamente una precipitazione, bensì una forte tempesta di vento, che solleva la neve già caduta al suolo in mulinelli simili a una vera tormenta. A queste si aggiunge infine la cosiddetta neve chimica che si forma occasionalmente in presenza di forte inquinamento atmosferico in combinazione a temperature sotto lo zero ed alta umidità. Il nevone è una precipitazione nevosa particolarmente intensa, che ricopre qualunque cosa. Una volta caduta al suolo la neve tende a compattarsi sotto il proprio peso in misura tanto maggiore e veloce quanto più spessa e umida è la coltre nevosa e tanto maggiore è l’eventuale fusione potendo subire anche altri processi in relazione alle condizioni ambientali. Imbiancata: leggera caduta di neve, quanto basta a ricoprire in modo disomogeneo il terreno. Leggera e polverosa: quando è appena caduta se si è sotto zero e con poca umidità dell’aria.

Pesante: quando la temperatura va sopra lo zero, la neve diventa umida e un po’ più pesante. Grande e pesante: se si è sopra zero, i fiocchi si uniscono in agglomerati più grandi e a terra la neve diventa molto pesante e facilmente compattabile, la migliore per fare le palle di neve. Trasformata: successivi passaggi sopra e sotto lo zero portano la neve a divenire molto compatta, quasi come in pista, spesso anche con crosta di rigelo, e questo è il tipo di neve che si trova a volte in primavera. Tale strato ghiacciato si associa spesso al vetrone. Un ultimo tipo di neve al suolo è la neve artificiale, che si ottiene attraverso tecniche di innevamento artificiale. Una domanda interessante è perché i bracci dei cristalli di neve che formano i fiocchi siano perfettamente simmetrici e allo stesso tempo non ci siano due cristalli di neve identici.

Un ulteriore dato che contribuisce a rendere ancora più convincente la teoria dell’inesistenza di due cristalli di neve identici è il fatto che ogni fiocco è composto da miliardi di molecole d’acqua, e le differenti combinazioni possibili di fiocchi che si possono formare da questi miliardi di molecole creano un numero di cristalli di neve diversi incredibilmente grande. Naturalmente il concetto che due cristalli di neve non possano assolutamente essere uguali è un’iperbole teorica. Infatti è perfettamente possibile, anche se improbabile, che due cristalli possano essere identici, a patto che le condizioni ambientali siano quasi identiche: sia che i cristalli crescano abbastanza vicini l’uno all’altro sia anche per puro caso. Il simbolo del cristallo di neve, chiamato anche fiocco di neve, è spesso associato al concetto di inverno, ghiaccio, neve o temperature al di sotto del punto di congelamento.