Politica e attualità

San Teodoro. Museo delle civiltà del mare. La raccolta archeologica PDF

150 292 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna. Romagna e la ventottesima città più grande san Teodoro. Museo delle civiltà del mare. La raccolta archeologica PDF’Italia. Colonia fondata infatti dai Romani nel 268 a.


Författare: Antonio Sanciu.

A Rimini, nei primi anni del Trecento, si è formata una scuola di pittura giottesca, che rappresenta uno dei capitoli fondamentali della storia dell’arte e di cui la chiesa di Sant’Agostino e il Museo civico conservano molte opere. 34’00” di longitudine E, sul mare Adriatico, all’estremità sud-orientale dell’Emilia-Romagna, a breve distanza dal Montefeltro e dalle Marche. La fascia costiera, costituita da depositi marini recenti, è orlata da una spiaggia di sabbia finissima, lunga 15 km e larga fino a 200 metri, interrotta soltanto dalle foci dei corsi d’acqua e digradante molto lentamente verso il mare. Romani per l’impostazione del primo porto cittadino. Il territorio riminese, per la sua posizione geografica e per i suoi caratteri climatici, è situato al confine tra la zona fitoclimatica mediterranea e la zona centroeuropea, e rappresenta quindi un ambiente di transizione di grande valore naturalistico. Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Rimini Miramare e Stazione meteorologica di Rimini Centro. Il clima è mite, a ridotta escursione termica diurna, grazie all’influsso del mare Adriatico, con brezze di mare costanti tra la primavera e l’autunno, e relativamente poco piovoso per la parziale protezione dell’Appennino romagnolo al passaggio delle perturbazioni oceaniche.

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Rimini. Durante l’ultimo secolo dell’età repubblicana la città fu coinvolta nelle guerre civili, rimanendo sempre fedele al popolo romano e a Caio Mario. Per questa sua secolare fedeltà a Roma, ad Ariminum furono riconosciuti nel 90 a. Italia che la città aveva raggiunto all’epoca di Augusto, Ariminum fu soggetta a un progressivo declino e a trasformazioni sociali e culturali, tra cui la diffusione di culti orientali, dovuti ai rapporti commerciali e alla presenza di numerosi funzionari e mercanti stranieri. Rimini, già sede vescovile dal 313, ospitò nel 359 un concilio di oltre 300 vescovi occidentali a difesa dell’ortodossia cattolica contro l’arianesimo, religione professata da molti popoli germanici che avevano invaso l’Italia. In epoca tardo antica Rimini fu coinvolta nelle vicende della guerra greco-gotica, che ne decimò la popolazione e portò ad un progressivo abbandono di alcune aree interne alla cinta muraria.

Sotto la dominazione bizantina fu costituita la Pentapoli marittima, composta dalle città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona. La città divenne un libero comune nel corso del XII secolo, durante il periodo delle lotte per le investiture tra Chiesa e Impero. Nel XIII secolo iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edilizia. Le più potenti famiglie nobiliari riminesi, i guelfi Gambacerri e i ghibellini Parcitadi, si contesero il potere civile per tutto il XIII secolo.

Lo stesso argomento in dettaglio: Rinascimento riminese e Signoria di Rimini. I Malatesta assunsero la preminenza tra i guelfi riminesi nel 1248, dopo la rotta subita a Parma dall’imperatore Federico II di Svevia. Nel 1295 Rimini, sconfitti definitivamente i Parcitadi, fu conquistata dai Malatesta, che ne fecero la capitale della signoria. Ferrantino, mentre ai figli Galeotto e Malatesta “guastafamiglia” spettarono i territori marchigiani.

Nel 1343, dopo un lungo periodo di dissidi e lotte intestine tra i membri della famiglia, a Rimini salirono al potere gli stessi Galeotto e Malatesta. Sigismondo Pandolfo Malatesta, salito al potere nel 1432, fu uno spregiudicato capitano di ventura e allo stesso tempo grande mecenate. Nel 1509, dopo la caduta dei Malatesta e il breve periodo di dominazione veneziana, ebbe inizio il governo pontificio della città, che divenne parte per quasi trecento anni della Legazione di Ravenna. La città fu duramente provata dal passaggio dell’esercito imperiale di Carlo V nel 1531 e dal transito delle truppe francesi nel 1577, che razziarono il territorio.

A ciò si aggiunsero frequenti inondazioni provocate dalle piene del Marecchia, gravi epidemie e carestie, che colpirono periodicamente la città e le campagne. Nel 1672 la città fu scossa da un violento terremoto, che provocò il crollo parziale di abitazioni e di alcuni edifici pubblici, tra cui il palazzo comunale, la cattedrale, la chiesa dei Teatini e quella di San Francesco di Paola. Dopo l’ingresso a Rimini di Napoleone Bonaparte, avvenuto nel febbraio 1797, la città fu annessa alla Repubblica cispadana prima e, dal 27 luglio dello stesso anno, alla Repubblica cisalpina. Nel 1831 le truppe austriache calarono in Romagna per reprimere l’insurrezione scoppiata nello Stato pontificio che aveva portato alla creazione del governo delle Province Unite Italiane da parte delle legazioni di Ravenna, Forlì, Bologna e Ferrara. Dopo l’annessione al Regno d’Italia Rimini continuò ad essere al centro di avvenimenti politici di grande importanza.

Il 24 maggio 1915, nel giorno seguente alla dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria, e il 18 giugno dello stesso anno, Rimini subì bombardamenti navali austriaci, che provocarono ingenti danni ma nessuna vittima. Nel 1922 Riccione, all’epoca frazione del comune di Rimini, che si era sviluppata velocemente come località balneare, divenne comune a sé stante. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1º novembre 1943 e il settembre 1944 nel corso dell’Operazione Olive, il cui scopo era di sfondare la Linea Gotica, su Rimini furono effettuate 11. Il secondo dopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e da un’enorme crescita del settore turistico. Ponte di Tiberio, monumenti di grande valore identitario per la città.

Nella seconda metà, di colore rosso, campeggia una croce guelfa rossa bordata d’argento. Fedele alle sue più nobili tradizioni, subiva stoicamente le distruzioni più gravi della guerra per la liberazione, attestando, con il sacrificio eroico di numerosi suoi figli, la sua purissima fede in un’Italia migliore, libera e democratica. La città ha mantenuto per secoli l’assetto romano, con il tracciato regolare dei suoi isolati, custodendo allo stesso tempo i grandi monumenti romani che ne dimostravano le origini antiche. Lo stesso argomento in dettaglio: Architetture religiose di Rimini. Rimini possiede numerose chiese di interesse storico e artistico, conventi e santuari, arricchiti da pregevoli opere d’arte, che testimoniano l’evoluzione dell’architettura e dell’arte attraverso i secoli. In età romana la città aveva numerosi templi, dedicati a diverse divinità, dei quali non restano testimonianze significative, ad eccezione delle tracce di un antico tempio romano, rinvenute nella pieve di S.