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Sapere scegliere apprendere PDF

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Författare: Maria Tomarchio.

Il volume intende richiamare l’attenzione, in forma di Note a margine di una Pedagogia dell’apprendimento, sulla circolarità di rapporto esistente tra pratiche culturali, modelli educativi e d’istruzione e processi d’apprendimento. In tale contesto pone in luce come la misura dell’esperienza d’apprendimento vada sempre riferita ai termini di una crescita di libertà nel soggetto, così come anche la conoscenza sia da intendersi quale complessiva maturazione dell’individuo in direzione dell’uomo capace di hospitalité intellectuelle. Una convinzione anima l’intera trattazione: che in ogni reale processo d’apprendimento si coltiva se stessi in una ricerca senza sosta di condizioni che valgano a garantire una superiore capacità/possibilità di scelta, anche perché, come afferma Cousinet: “Bisogna convenire che in assoluto nessuno sa che cosa si deve sapere”.

Tale processo ha come scopo quello di modificare o sostituire un apprendimento non più adeguato rispetto ai nuovi bisogni sociali o lavorativi, in campo professionale o personale. Con il termine “lifelong learning”, si intende l’educazione durante tutto l’arco della vita, dalla vita alla morte, quell’educazione che inizia ancor prima della scuola e si prolunga fin dopo il pensionamento. Il lifelong learning si presenta come un elemento unitario ed unificante, che cambia la prospettiva formativa dell’individuo e della società, anche se rimane fortemente finalizzato soprattutto al lavoro, sia in termini di conoscenza necessaria per ricoprire determinate posizioni, che in termini di nuovi posti. Il lifelong learning rimane comunque una nuova concezione della formazione, che ci discosta dalla concezione di formazione dei lavoratori degli anni ’60-’70. Ora la formazione diventa accattivante e commisurata alle esigenze della persona, si tratta di comunicare ed ascoltare le necessità dell’individuo per migliorare complessivamente la sua vita. Il dato straordinario della rivoluzione attuata dal lifelong learning è la contaminazione tra le conoscenze acquisite attraverso la formazione e quelle derivanti dell’esperienza di vita quotidiana, Experiential Learning.

In particolare si propone di promuovere, all’interno della Comunità, gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi d’istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Il Programma di apprendimento permanente rafforza e integra le azioni condotte dagli Stati membri, pur mantenendo inalterata la responsabilità affidata ad ognuno di essi riguardo al contenuto dei sistemi di istruzione e formazione e rispettando la loro diversità culturale e linguistica. Ciò che ha permesso il modificarsi del concetto di educazione permanente è l’evoluzione del soggetto della formazione. Nel 2000 con la Conferenza di Lisbona, l’Europa si pone l’obiettivo di adattare l’istruzione e la formazione ai bisogni dei cittadini in tutte le fasi della loro vita per promuovere l’occupabilità e l’inclusione sociale. Il lifelong learning è lo strumento essenziale per affrontare una complessa epoca di cambiamenti, per superare le barriere ancora esistenti tra educazione formale, non formale ed informale, per promuovere la realizzazione dell’individuo sia a livello individuale che sociale. Stati Membri dell’Unione nello sviluppo dei propri sistemi educativi e formativi. La formazione permanente è una strategia globale che interessa una molteplicità di attori istituzionali e di soggetti sociali.

Il processo del lifelong learning si fonda sul concetto di apprendimento in età adulta e deriva dalla necessità nella nuova società della conoscenza di apprendere lifelong nuove conoscenze, competenze o abilità, non solo nell’ambito professionale ma anche in quello in cui si definisce il ruolo sociale dell’essere adulti. L’educazione formale è ogni tipo di educazione strutturata e regolare, organizzata dalle istituzioni, che si conclude con un certificato di riconoscimento, quale può essere il diploma o la laurea ad esempio. Inoltre include una varietà di programmi e di istituti specializzati per la formazione tecnica e professionale. L’educazione non formale è un’attività educativa intrapresa al di fuori del sistema formale e perciò al di fuori della scuola e al di fuori delle attività curricolari.

Infine, l’educazione informale rappresenta l’apprendimento non pianificato. I modelli di formazione rappresentano dei punti di riferimento sia di carattere psicologico che pedagogico e garantiscono coerenza e congruenza fra metodi e obiettivi didattici. Parlare di modelli formativi specifici ed esclusivi per specifiche figure professionali è sicuramente eccessivo ma sicuramente si può parlare di modelli formativi che meglio si adducono ad un determinato contesto professionale piuttosto che ad un altro. Attraverso modelli e strumenti formativi si può puntare maggiormente su un’area introspettiva piuttosto che su un’area più operativa, relativa ai comportamenti professionali e dunque orientata al mestiere e alla tipologia di soggetto con cui ci si trova a lavorare. Il successo del life long learning deriva innanzitutto dal fenomeno della globalizzazione che comporta non solo l’allargamento del mercato del lavoro, e quindi l’esigenza sempre maggiore di aggiornare costantemente il proprio bagaglio culturale e professionale, ma anche l’introduzione sempre più frequente di innovazioni che spingono e quasi obbligano l’individuo a tenersi al passo col cambiamento. La ricerca scientifica evolve in tutti i campi ad una velocità tale che è difficile “restare al passo” e tenersi adeguatamente aggiornati.

Altro importante fattore di successo per la strategia del lifelong learning è il fatto che il tradizionale e istituzionale modo di apprendere non risponda più alle esigenze di una società mutevole e che impernia sempre più la propria essenza intorno al cambiamento. Non solo il mondo cambia troppo in fretta per permettere alle istituzioni di stare sempre al passo con le nuove esigenze, ma esse non forniscono le abilità e gli stimoli adatti ad affrontare tali cambiamenti. A questo proposito è da notare come sempre più adulti oggi intraprendano la sfida dell’università come possibilità per l’individuo di accrescere le proprie competenze, di riprogettarsi, non solo al livello lavorativo ma anche rispetto a quello strettamente personale di accrescimento del sé. L’educazione degli adulti viene rappresentata come condizione per la crescita culturale e civile della persona e per l’accesso e la permanenza nel mondo del lavoro. Al nuovo concetto di istruzione permanente è ora legata l’istruzione professionale continua.

Analisi del contesto e prospettive di sviluppo” di M. Aureliana Alberici,Carlo Catarsi, Viviana Colapietro,Isabella Loiodice, Adulti e università. Sfide ed innovazioni nella formazione universitaria e continua. Paolo Raviolo, Adult education e social media.