Cucina

Stanotte la libertà PDF

La sua data di nascita non è certa. Il padre Giovanni Battista lavorava nel campo della tintura della seta, non si sa se a livello artigianale o commerciale: probabilmente era originario di Lucca, dato che quest’arte era stata importata a Venezia nel XIV secolo proprio dai lucchesi. Dell’infanzia del pittore si sa ben poco in quanto non esistono documenti che attestino gli studi effettuati. In un documento del 1539 Tintoretto si firma “mistro Giacomo depentor nel champo di san Cahssan”, ovvero si fregia del stanotte la libertà PDF di maestro, con uno studio indipendente presso campo san Cassiàn, nel sestiere di San Polo.


Författare: Larry Collins.

Dopo il grande successo di “India mon amour” torna in libreria “Stanotte la libertà”, il primo grande libro sull’India di Dominique Lapierre. Con un ritmo incalzante e una scrittura travolgente, si ripercorrono i tredici mesi più importanti per la storia di questo immenso paese: dalla nomina dell’ultimo viceré delle Indie all’assassinio del Mahatma Gandhi, fino alla proclamazione dell’indipendenza. A bordo di una Rolls Royce Lapierre e Collins percorrono ventimila chilometri attraversando l’India intera per intervistare centinaia di testimoni: ricchi, poveri, maharaja, coolie del porto di Calcutta e umili contadini. Una storia autentica, frutto di un’accurata e paziente inchiesta, che cambiò per sempre il destino di milioni di indiani.

Il miracolo di san Marco che libera lo schiavo, 1548 circa, Gallerie dell’Accademia, Venezia. Si pensa che Tintoretto avesse cercato un contratto con la Scuola Grande di San Marco nel 1542, quando venne commissionata la decorazione della sala capitolare: all’artista vennero preferiti dei decoratori, che avrebbero impiegato meno tempo per la realizzazione delle opere richieste. Cinque anni dopo Marco Episcopi, padre della promessa sposa dell’artista, venne nominato guardian da matin e questo facilitò una commissione favorevole per Jacopo. Nell’aprile del 1548 venne collocata, sulla parete rivolta verso campo Santi Giovanni e Paolo, la tela raffigurante Il miracolo di San Marco: subito Tintoretto ricevette le lodi dell’Aretino. Conclusi per il momento i rapporti con la Scuola Grande di San Marco, il pittore ottenne un incarico importante per l’Albergo della Scuola della Trinità, una confraternita minore: l’edificio si trovava dove ora sorge la Basilica di Santa Maria della Salute. Nelle tele che dipinge per le Scuole Grandi a Venezia, Tintoretto realizza quadri che sembrano grandi palcoscenici in cui si materializzano gli episodi miracolosi in cui dominano la gestualità drammatica dei personaggi, i forti e antinaturalistici contrasti fra luci e tenebre che evidenziano anche simbolicamente l’eccezionalità dell’evento rappresentato. Lo stesso argomento in dettaglio: Scuola Grande di San Rocco.

Per la commissione successiva, però, il pittore dovette aspettare ancora: infatti Tiziano, geloso del suo successo, si rifece vivo come membro della scuola e si offrì di eseguire delle opere per l’albergo. Questo si concluse in un nulla di fatto e Tintoretto, nel 1559, ricevette una nuova commissione: si trattava dell’esecuzione degli sportelli dell’armadio che conteneva gli argenti sacri di San Rocco. Nel 1564, Tintoretto presentò alla Giunta l’ovale di San Rocco in gloria, da collocare nella sala principale dell’Albergo: la Scuola stava progettando un concorso che avrebbe coinvolto anche altri artisti oltre Tintoretto, per l’assegnazione dell’ovale in questione. Il Vasari narra che al contrario dei colleghi coinvolti nel concorso, intenti ad eseguire studi preparatori, Tintoretto prese le misure esatte dell’opera, la dipinse e la collocò direttamente ove prestabilito: alle proteste dei confratelli, che avevano richiesto disegni e non un’opera finita, rispose che quello era il suo modo di disegnare e che era disposto a donare loro l’opera. Nonostante ciò, l’undici marzo dell’anno successivo, con 85 voti a favore e 19 contrari, Tintoretto fu nominato membro della Scuola: in concomitanza con la sua elezione, venne incaricato dell’esecuzione di un ciclo di dipinti per le pareti della sala dell’Albergo, che avrebbero dovuto rappresentare la Passione di Gesù. Tintoretto lavorò alla Sala Capitolare fino al 1581, illustrando scene tratte dall’Antico Testamento per il soffitto e dal Nuovo per le pareti. L’anno successivo iniziò a dipingere per la Sala Inferiore, con dipinti ispirati alla vita di Maria e di Gesù.