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Storia d’Italia PDF

Nell’atto di costituzione del Storia d’Italia PDF Consiglio d’Italia vi era espressamente riportato: Il Supremo Consiglio d’Italia crea e costituisce di sua sovrana autorità una Gran loggia generale in Italia sotto la denominazione di Grande Oriente del rito scozzese antico ed accettato. Dopo la caduta del Regno d’Italia, il Supremo Consiglio di Milano si sciolse.


Författare: Mario Isnenghi.

L’Italia è un fatto, a prescindere dalle retoriche di oggi che la vorrebbero divisa o da dividere. A partire da questo dato ineludibile, Mario Isnenghi propone una storia dell’unità d’Italia attraverso la ricostruzione storica degli avvenimenti e il confronto con testi letterari e testimonianze di intellettuali, patrioti e politici che hanno partecipato alla costituzione della nazione e dibattuto sulle sue molteplici identità. Da Alessandro Manzoni a Berlusconi, dal mangiare italiano di Artusi alle inchieste di Mani Pulite, il volume unisce il rigore storico a una struttura espositiva basata sugli sguardi e le idee di chi ha vissuto i diversi momenti. Secondo Isnenghi «c’è una parola che sembra la più conveniente a definire la fase in cui viviamo e che intendo far mia per orientare alla scrittura e alla lettura. È la parola percezione. Questa parola difficile è diventata ultimamente una pacifica protagonista del lessico giornalistico e della cronaca d’ogni giorno. Nella realtà “virtuale” che ci penetra e ci avvolge, conta quello che uno “percepisce” non il fatto in se stesso, e sembra anzi grazioso far spallucce al “fatto in sé”. I fatti con cui a che fare sono – sarebbero – nostre percezioni. Viviamo come se veri fossero, quindi sono veri per noi, Se è così, allora è andata proprio in questo modo. Per “loro” – un buon numero di uomini e di donne, per diverse generazioni, fino a noi – l’Italia c’era, era vera, come spazio pubblico del loro anche individuale esserci e vivere. Racconterò questo, una storia dell’Italia via via percepita e raccontata nell’Otto e nel Novecento».

Si dovette attendere l’ottobre 1859 per rivedere nuovamente in vita il Grande Oriente italiano. La prima assemblea costituente del Goi fu organizzata il 20 dicembre 1860. I primi problemi da affrontare erano quelli dell’eccessiva frammentarietà della massoneria italiana: diverse logge nel territorio italiano erano infatti ancora legate all’obbedienza del Grande Oriente di Francia. Non tutti concordarono però sull’unificazione delle sedi dei supremi consigli a Firenze: i vertici di Torino, quelli di Palermo e di Napoli erano contrari al trasferimento. Nel 1870 il Grande Oriente d’Italia, dopo gli eventi di Porta Pia, si trasferì a Roma. In quel periodo esistevano in Italia ben quattro “supremi consigli”: quello di Roma, quello di Napoli, quello di Palermo e quello di Torino, l’unico riconosciuto dalle giurisdizioni Sud e Nord degli USA. Si era giunti ad un passo dall’unificazione di tutta la massoneria italiana.

Dopo la proclamazione dello Stato unitario, era sorta l’esigenza, da parte del Goi, di salvaguardare l’identità degli affiliati più in vista, anche all’interno dell’organizzazione. Anche dopo la gran maestranza di Lemmi, la Loggia Propaganda Massonica continuò a rappresentare un riferimento importante nell’organizzazione del Grande Oriente. A Lemmi successe, nel 1896, l’ebreo mazziniano Ernesto Nathan, di origine inglese ed in seguito naturalizzato italiano. Nel febbraio 1911, dopo una lunga trattativa, il Grande Oriente d’Italia acquistò il famoso Palazzo Giustiniani, presso cui aveva istituito la propria sede dal 1901 e vi risiedeva anche il Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato per la giurisdizione italiana, detto appunto “di Palazzo Giustiniani”. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, il Goi si collocò nelle file dell’interventismo democratico, conformemente all’ideale mazziniano e risorgimentale di risveglio delle nazionalità oppresse. Gran Maestro l’anziano mazziniano Ernesto Nathan, sino al 1919. Domizio Torrigiani, Gran Maestro del G.