Storia

Storie di coraggio. Io amo il vino PDF

Trento che Mauro ha storie di coraggio. Io amo il vino PDF la luce sul carretto dei genitori. E sentirla sulle mani E sul viso. Mauro Corona lives in Erto, in the valley of Vajont. A keen mountaineer, a brilliant writer and the happy protagonist of unforgettable parties and lively discussions with friends.


Författare: Oscar Farinetti.

Il libro nasce da un’intuizione, o meglio da una convinzione, secondo la quale, cibo e vino d’eccellenza, in quanto sinonimi di economia, cultura ma soprattutto bellezza salveranno il nostro paese dall’attuale crisi economica e porteranno l’Italia entro 10 anni a divenire la nazione più ricca d’Europa. Sono stati selezionati 12 tra i più meritevoli produttori di vino dei nostri tempi, veri modelli da premiare e da emulare per dar il via al processo di rinascita del nostro Paese. Un viaggio da Nord a Sud dell’Italia che, tappa dopo tappa, mette a confronto, le menti di donne e uomini straordinari che hanno avuto il coraggio di scommettere sulla “terra” divenendo la forza trainante del futuro. In questo viaggio tra le più prestigiose cantine d’Italia, Farinetti non sarà solo, ma in compagnia di Shigeru Hayashi, uno dei sommelier più apprezzati. Per tutti la priorità è una sola: portare avanti un modello di agricoltura sostenibile ovvero “economicamente vantaggioso, rispettoso dell’ambiente e eticamente corretto”, divenendo veri produttori di “Vini Liberi”.

He is also and above all a talented sculptor of great expressive originality. A profoundly sensitive man, he has a rare quality in his relationship with nature, the mountains and trees in which he can discern vital forms that he is able to materialize with his art. The film is a portrait of a man and an artist in his social environment, but also a reflection on sculptures inspired by the mountains. Da ragazzo ha lavorato come boscaiolo e ha cominciato ad intagliare il legno, fino a quando lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l’arte che gli hanno permesso di diventare uno scultore ligneo apprezzato in Europa.

Gli ertani partivano da Erto a piedi, con carretti pieni di mestoli e utensili di legno che vendevano lungo il viaggio. Pordenone, il 9 agosto del 1950. Ormai sono trent’anni che siamo sposati. Francesca ha salvato la famiglia con il silenzio.

Sono stato un buon genitore ma non un buon marito, e non parlo delle prestazioni amorose”. Ho un bel rapporto con loro, ho cercato di fare il padre con ironia e senza prendermi troppo sul serio, quasi prendendomi in giro con ferocia. Ho fatto in modo che la figura di questo padre non pesasse sulle loro vite, sui loro rapporti di amicizia. Vorrei dicessero che sono figli di un povero diavolo”.

Sprezzante, preda di scatti d’ira, persino presuntuoso. E chi ha se lo tiene stretto, porco mondo. Accendi la tv e va in scena la scemenza: gente che ha rubato e si siede nei salotti, quasi mostrata a modello. Italia: come si compie questo passo?

Ho cercato la gloria per uscire dal pantano della vita. Ho scritto libri per non morire frainteso e per salvare una memoria che annienta soprattutto gli ultimi, cancellandoli dalla faccia del mondo. 62 anni, non mi sento vecchio ma devo iniziare a tirare i conti, e quindi il mio tempo, da qui in avanti, diventa preziosissimo. Ma io dico, cosa faceva Steve Jobs per vivere?

Ho quattro cari figli belli e a posto   sono sano    posso scalare    scolpire    scrivere libri magari mediocri ma che rendono bene. Molte famiglie sono deleterie per i figli ma non abbiamo il coraggio di dirlo. Se una coppia gay mi avesse adottato da piccino non sarebbe cambiato nulla della mia etica, della mia voglia di scalare o di sbronzarmi. Ho 64 anni e ho speso la vita in alcolismo e fumo, mi sono dilaniato. Io a Natale non sto mai nella famiglia. Le famiglie sono luoghi impenetrabili, sono fortezze chiuse.

Certo, ci sono anche persone che invitano a casa dei barboni, della povera gente. Sono quelli che ancora mi fanno sperare. Allo stesso modo del Capodanno nelle piazze. Ovviamente non quelli che ho scritto, ma quelli che ho letto. Un pensiero ai famigliari dei morti, una preghiera a questi ultimi. E lo stesso vale per i boschi e per la natura in genere.

Bisogna apprezzare quando si sta bene. Ho imparato che non esiste il brutto tempo solo vari tipi di bel tempo. Cominciamo a mandarli in malora questi modelli consumistici, tracce sbagliate che possono portare dietro il banco. Non bevo da  mesi non fumo da anni. Invece ai giovani bisogna insegnare a bere, con la repressione si ottiene l’effetto contrario. Noi avevamo i nostri freni inibitori: la religione ad esempio. Ho iniziato ad arrampicare per vincere il terrore del vuoto.