Storia

Testaccio. Il XX rione di Roma PDF

Porta San Paolo – Piramid Cestius. Testaccio è il ventesimo rione di Roma, testaccio. Il XX rione di Roma PDF con R. Il toponimo indica anche la zona urbanistica 1D del Municipio Roma I di Roma Capitale.


Författare: M. Luisa Mura.

Nei secoli i cocci delle anfore, che servivano a contenere grano e alimenti liquidi durante il trasporto, si accumularono a montagnola: da qui il nome – antico – di monte Testaccio o Monte dei cocci, e la scelta – moderna – dell’anfora come simbolo del rione. Nei secoli XIII e XIV vi si teneva un palio da cui l’altra denominazione di Mons de Palio. Lo spazio tra il monte dei cocci e le mura era ad uso pubblico, e chiamato i prati del popolo romano, e i Romani “di città” la frequentavano per diporto: per loro i prati del Testaccio erano destinazione tradizionale delle gite di pasquetta e delle ottobrate. Testaccio è un esempio tipico di urbanizzazione industriale, nata come insediamento abitativo, separato e prossimo, connesso a luoghi di produzione: il rione entro le mura nacque, in effetti, come propaggine residenziale destinata agli operai addetti alle attività che si vennero insediando lungo la via Ostiense dalla fine dell’Ottocento. Da questo punto di vista è un esempio unico, a Roma, di urbanizzazione programmata. Già il primo piano regolatore di Roma capitale, nel 1873, prevedeva che l’espansione industriale della città dovesse avvenire nella zona Ostiense: favorivano questa scelta il territorio pianeggiante e la presenza di varie vie di comunicazione – la via Ostiense appunto, il fiume con il porto di Ripa, e la ferrovia. Il rione, in quanto entità amministrativa, è di istituzione abbastanza recente: fu scorporato nel 1921 dal vasto e poco popolato rione Ripa, anche se il Testaccio aveva una sua identità da sempre e godeva di non buonissima fama, legata appunto ai traffici del porto e della sua gente: era, insomma, una specie di angiporto di fiume.

Rione assolutamente popolare, oltre a essere luogo d’elezione dei passatempi e delle scampagnate dei romani, fu la culla dell’A. Roma con il suo campo di calcio. Dagli anni 1960 inizia la dismissione delle grandi aree industriali e di servizi localizzate dall’inizio del ‘900 lungo la via Ostiense. Cimitero acattolico, su viale del Campo Boario. Cimitero del Commonwealth, su viale del Campo Boario.

Ex Mattatoio, su largo Giovanni Battista Marzi. Chiesa di Santa Maria Liberatrice, su piazza di Santa Maria Liberatrice. Cappella del Cimitero acattolico di Roma. IPSSS Edmondo De Amicis, su via Galvani. Scuola elementare IV Novembre, su via Alessandro Volta. Piramide Cestia, su via Raffaele Persichetti. Porta San Paolo, su piazzale Ostiense.

Sepolcro di Sulpicio Galba, su via Giovanni Branca. Monumento ai caduti di Testaccio, su piazza di S. Ex Campo Testaccio, su via Nicola Zabaglia. Museo della Via Ostiense, nei locali di Porta San Paolo.

Piazza Testaccio è il cuore del rione, fino a pochi anni fa sede del grande mercato coperto. Dal 2012 il mercato è stato trasferito nella nuova sede in via Galvani, adiacente al MACRO. Piazza Santa Maria Liberatrice è il cuore “sociale” del rione. Marmorata, dalle pietre che dalle varie parti del mondo venivano inviate a Roma e collocate in apposita zona in attesa di vendita o di lavorazione. Monte Testaccio, monte formato dal cumulo di rottami di anfore qui depositate. Caio Cestio, pretore romano in onore del quale fu innalzato un monumento funerario a forma di piramide.

Emporio, dall’antico emporium di Roma costruito nel 574 dal Censore Marco Fulvio. Il mercato del Testaccio ha ispirato una canzone degli Inti-Illimani: El mercado Testaccio, contenuta nell’album Palimpsesto del 1981. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2016 per suddivisione toponomastica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2016 per zone urbanistiche.

Il testo della lapide che ribadiva l’uso pubblico recita: “Affinché nessuno possa appropriarsi dei campi del Testaccio, destinati a pascolo per uso pubblico con sacro editto del Senato e del Popolo Romano secondo gli statuti della città, posero nell’anno 1720 i consoli marchese Scipione Ippolito de Rossi, marchese Cesare Sinibaldi, Pierpaolo Boccapaduli e Filippo Gentili capitano del rione”. Pellegrino, Porta San Paolo – Museo della via Ostiense. Mosè, ed era nato nel 1870. 5, Roma, Newton Compton Editori, 1990.

Pierpaolo Belardi e Luigi Secondo Gioggi, Testaccio. Simona Lunadei, Testaccio: un quartiere popolare. Roma, Newton Compton Editori, 1996, ISBN 88-8183-276-3. XXVIII, nº 6, Roma, Tumminelli – Istituto Romano di Arti Grafiche, 1953.

1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3. Renato Sebastiani, Lo scavo del nuovo mercato di Testaccio. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 10 nov 2018 alle 09:52. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Jump to navigation Jump to search R.

Passetto di Borgo from Castel Sant’Angelo 01. Borgo, talvolta chiamato I Borghi, è il quattordicesimo rione di Roma, indicato con R. Il territorio del rione comprende una parte pianeggiante, costituita dalle sabbie alluvionali del Tevere, ed una zona collinare, corrispondente alle pendici argillose del Colle Vaticano. Amministrativamente, Borgo, a seguito della delibera comunale n. 11 dell’11 marzo 2013, è entrato a far parte del nuovo I Municipio. Sebbene fortemente trasformato durante la prima metà del XX secolo, Borgo mantiene ancor oggi il suo significato storico di vestibolo di San Pietro e dei palazzi Vaticani. Il Mausoleo di Adriano costituisce il nucleo di Castel Sant’Angelo.