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The church of Madonna dell’orto PDF

Il complesso architettonico formato dal convento e dalla chiesa segue l’impostazione tipica degli edifici religiosi destinati ad ospitare i Frati Minori osservanti. Lo stile della chiesa è gotico, espresso qui in una versione alquanto sobria. Dopo l’abbandono del convento, menomato dal tempo, da parte dei francescani all’inizio del XX secolo, molte polemiche hanno accompagnato lavori di risistemazione del sito con la costruzione della piazza ed il recupero the church of Madonna dell’orto PDF alcune parti per scopi di edilizia pubblica. Dal 1953 il complesso è sede delle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote.


Författare: Giandomenico Romanelli.

Già qualche decennio dopo la costruzione, forse per carenze di progetto o di esecuzione, la chiesa appariva in cattive condizioni di conservazione registrando dissesti e crolli tanto da dover essere massicciamente ristrutturata, se non proprio rifabbricata, in più fasi successive nel corso del XV secolo. Sono, infatti, documentati interventi vari nel periodo compreso tra il 1440 e il 1443, negli anni ’60 e attorno al 1480. L’edificio, come altri della stessa epoca e magari dei medesimi architetti e decoratori, rappresenta un interessante momento del passaggio dal gotico al primo Rinascimento: le sue stesse dimensioni e le proporzioni lasciano il gigantismo esasperato delle chiese dei francescani e dei domenicani o, magari, dei serviti (come quelle dei Frari, dei santi Giovanni e Paolo, di santa Maria dei Servi) per proporre un equilibrio e un’armoniosità di forme di rara eleganza. Il corpo dell’edificio, come sempre nel gotico veneziano e veneto, è realizzato in cotto ma le profilature, i pinnacoli, le edicole e le statue in bianca pietra d’Istria alleggeriscono e nobilitano l’insieme. Originale della Madonna dell’Orto è poi la bicromia ottenuta con l’accostamento della pietra d’Istria e del marmo rosso di Verona, che contrappunta finestre e portale.

Come avviene spesso nelle chiese francescane, l’aspetto esterno, alquanto spoglio, non lascia intuire la ricchezza delle opere d’arte che vi sono racchiuse. Verso il 1880 un visitatore del livello di Jacob Burckhardt affermava pieno di entusiasmo: “Quale splendore artistico si irradia da questa misera chiesa! Nell’atmosfera raccolta della chiesa, con le sue arcate gotiche che reggono le nude capriate del tetto, lo sguardo di chi vi entra è immediatamente colpito dall’effetto scenico e dalla vivacità dei colori delle pitture presenti sulla grande parete divisoria. Gli affreschi realizzati da Gaudenzio Ferrari costituiscono uno dei capolavori della pittura rinascimentale tra Piemonte e Lombardia.

Tuttavia, all’altezza degli anni in cui realizza gli affreschi delle Grazie, Gaudenzio Ferrari dimostra una autonoma personalità artistica. Martino Spanzotti lo fa in omaggio alla “nobiltà umana, anziché umanistica” espressa dagli affreschi di Ivrea, alla sua poetica che guarda alla realtà della gente umile, alla loro fede vissuta come ricerca di senso rispetto alla quotidiana fatica di vivere. Si è osservato che questo guardare indietro il pittore di Valduggia giunge, senza remore, a rivisitare addirittura i modi artistici della produzione pittorica gotica in Piemonte, a cominciare dal vecchio Jaquerio, quando essa serva ad ottenere un di più di drammaticità scenografica nel racconto evangelico svolto per immagini. Nasce di qui il ricorso ai rilievi plastici per mettere meglio in risalto il luccicare delle armature dei soldati o l bagliore delle aureole. Si intuisce, anche per questa via, che Gaudenzio sta riflettendo sui lavori del Sacro Monte e sui modi per ridurre a sintesi pittura e scultura. Crocifissione, affresco, 1513, parete della chiesa di S.

Crocifissione – sembra voler anticipare i progetti degli apparati decorativi delle cappelle da realizzare sopra la parete rocciosa di Varallo. Il gruppo delle donne non sembra già scultura? Un rapporto stretto corre dunque tra la superba parete gaudenziana in Santa Maria delle Grazie e la unitarietà degli sviluppi dei lavori nel “gran teatro montano” sulla parete rocciosa che incombe sulla della chiesa. Le due cappelle che si aprono sotto la grande parete divisoria contengono affreschi che sono una ulteriore testimonianza delle qualità artistiche di Gaudenzio ed altri che rivestono grande importanza per comprendere i suoi esordi pittorici.