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Un decennio di privatizzazioni: la cessione di Telecom Italia PDF

Sede Fintecna ex IRI Roma Via Veneto. Istituito nel 1933, durante il fascismo, nel dopoguerra allargò progressivamente i suoi settori di intervento e divenne il fulcro dell’un decennio di privatizzazioni: la cessione di Telecom Italia PDF pubblico nell’economia italiana. Nel 1913, dopo aver dovuto effettuare il salvataggio di alcune imprese negli anni precedenti, la Banca d’Italia diretta da Bonaldo Stringher decise di costituire un organo permanente destinato al finanziamento e risanamento delle imprese in crisi, il Consorzio per Sovvenzioni su Valori Industriali.


Författare: Vito Cozzoli.

Dopo la prima guerra mondiale ci fu una grave crisi dovuta alle difficoltà della riconversione dell’industria bellica, sovradimensionata rispetto alla domanda in periodo di pace, che travolse anche le banche che avevano grossi interessi nelle stesse industrie. Nel 1926 il Consorzio Sovvenzioni, che ormai deteneva partecipazioni in pianta stabile, fu trasformato in un istituto dotato di personalità giuridica, l’Istituto di Liquidazioni. Nel 1930 la crisi di liquidità del Credito Italiano portò questa banca sull’orlo della bancarotta. Nel 1931 l’intervento pubblico riguardò la Banca Commerciale Italiana che, di fronte alla crisi finanziaria del 1929, aveva aumentato in modo preoccupante la propria esposizione verso il sistema industriale. L’Iri nacque come ente temporaneo durante il periodo fascista con lo scopo prettamente di salvataggio delle banche e delle aziende a loro connesse. Il nuovo ente era formato da una “Sezione finanziamenti” e una “Sezione smobilizzi”. Il nuovo istituto assorbì innazitutto l’Istituto di Liquidazioni.

Poi nel 1934 l’IRI stipulò con le tre banche, Commerciale, Credito e Banco di Roma, tre distinte convenzioni con cui gli istituti di credito cedevano all’IRI le proprie partecipazioni industriali e i crediti verso le imprese, in cambio di liquidità, necessaria a proseguire l’attività bancaria. Le partecipazioni furono infine trasferite all’IRI, la cui principale preoccupazione divenne rimborsare alla Banca d’Italia il capitale ricevuto per acquisire le finanziarie. Una volta trasferite le quote all’Istituto, questo avviò una propria campagna di mobilitazione del credito attraverso lo strumento delle obbligazioni industriali garantite dallo Stato. 31 dicembre 1933 era, direttamente o indirettamente, controllato dall’Istituto. Primo presidente, oltre che uno dei principali artefici della creazione dell’ente, fu Alberto Beneduce, economista di formazione socialista, che tuttavia godeva della fiducia del Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini. Inizialmente era previsto che l’IRI fosse un ente provvisorio il cui scopo era limitato alla dismissione delle attività così acquisite. Per finanziare le sue aziende l’IRI emise negli anni trenta dei prestiti obbligazionari garantiti dallo Stato, risolvendo in questo modo il problema della scarsità di capitali privati.