Saggistica

Un sudario per il Vescovo PDF

Questa voce o sezione sull’argomento costume un sudario per il Vescovo PDF cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il rito funebre o funerale è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona. Gli usi e le tradizioni relative a tale evento variano secondo il luogo, la fede religiosa od il desiderio del defunto e dei suoi congiunti.


Författare: Peter Tremayne.

Il libro rappresenta una delleindagini più avvincentidell’investigatrice: deve indagare sull’omicidio di un vescovo Irlandese impegnato nella scelta del nuovo Papa.

Il termine deriva dal latino funus, che ha molti significati e probabilmente associa il rito all’azione del calare il corpo nella sepoltura con delle funi. I riti funebri sembrano essere stati celebrati sin da tempi remotissimi. Nel mondo greco, gli onori dovuti ai morti erano un dovere fondamentale di pietà religiosa, che spettava ai figli o ai parenti più stretti. Si riteneva che la celebrazione del rituale propiziasse il viaggio del defunto verso l’Ade. Si credeva infatti che l’anima di chi non avesse ricevuto onori funebri fosse condannata a vagare senza pace e perseguitasse quanti non avevano osservato l’obbligo dei funerali. Oltre al culto privato, si dedicavano ai morti celebrazioni pubbliche e ufficiali. L’orazione funebre tenuta da un oratore per un personaggio illustre era detta epitaffio.

Canti funebri erano il treno e l’epicedio. Lo stesso argomento in dettaglio: Funerali nell’antica Roma. Nell’antica Roma, il maschio più anziano della casa, il pater familias, veniva chiamato al capezzale del moribondo, dove aveva il compito di raccogliere l’ultimo alito vitale di chi si trovava in agonia. I funerali delle persone eccellenti venivano normalmente affidati a professionisti, veri e propri impresari di pompe funebri chiamati libitinarii. Circa il giudizio sulla persona deceduta – come detto, non sempre parte del rito – il funerale può avere la funzione di porre in evidenza le azioni e le scelte compiute in vita dal defunto, al fine di ricavarne insegnamento utile per la comunità enucleandosene una sintesi che spesso si esprime nella orazione funebre. L’omissione delle negatività è parte dell’ossequio funebre, ma corrisponde ad un più generale istinto umano: anche nei meri modi di dire della quotidianità, del resto, il defunto è il “caro” estinto, il “compianto”, e soprattutto la “buonanima”, quali che ne fossero le inclinazioni in vita.

Al di là di chi potesse avervi rancori personali, il ricordo di un morto è sempre benevolmente considerato e secondo alcuni si tratterebbe di un retaggio di quando era generalizzata la paura dei morti. 97 regolamenta i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private, sul Servizio Mortuario. Per la legge negli Stati Uniti, i deceduti hanno poca voce riguardo al modo in cui vengono organizzati i loro funerali. La legge generalmente sostiene che le esequie servono per il bene dei sopravvissuti, piuttosto che per esprimere le volontà personali e i gusti del deceduto. Alcune persone non apprezzano la confusione e l’ostentazione che in alcuni casi avviene durante i funerali, preferendo un rito privato o chiedendo espressamente che non vengano portati fiori. In tali casi è pratica piuttosto comune fare una donazione ad un’associazione in beneficenza in memoria del defunto. Anche il funerale civile richiama la collettività al rispetto per la morte, solitamente al fine di corroborare le basali istanze di rispetto per la vita, e ne svolge i prescritti simbolismi.

In queste cerimonie il rito è anche l’espressione di osservanza ufficiale di una sorta di “diritto alle onoranze” già spettante ai vivi per quando decederanno, salvaguardando ad esempio il diffuso istintivo timore per il rispetto delle proprie future spoglie. Ciò non risponde in genere a canoni codificati, ma più spesso ad un comune buon senso applicato d’iniziativa. La “contemplazione” o “veglia” durante la quale il corpo del defunto è esposto nella cassa da morto o bara. Partecipano alla veglia funebre gli amici e i parenti, e normalmente si tratta di una partecipazione non rigidamente codificata. In alcuni casi, c’è un libro delle condoglianze sul quale i partecipanti appongono la propria firma. Il sacerdote officia la messa esequiale in chiesa durante la quale la bara viene aspersa con l’acqua benedetta e incensata. In alcuni Paesi, a volte una leggera cena segue il servizio funebre.