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Vera riforma. Liturgia ed ecclesiologia nel Vaticano II PDF

La liturgia della Chiesa non è sorta come qualcosa di predefinito, ma è il risultato di uno sviluppo. Anzi, vi è chi sostiene che si può guardare all’intera storia della liturgia come alla storia di una riforma incessantemente in corso. Si svilupparono dunque, sia in oriente sia in occidente, una vera riforma. Liturgia ed ecclesiologia nel Vaticano II PDF di particolarità liturgiche, alcune delle quali ancora in uso: il rito ambrosiano, il rito gallicano, il rito mozarabico. La Riforma protestante criticò la forma della liturgia latina allora in uso e ne compose di nuove.


Författare: Massimo Faggioli.

Il dibattito sul significato del Vaticano II dimentica troppo spesso la “Sacrosanctum concilium”, testo fondamentale e chiave ermeneutica per la comprensione dell’evento conciliare e per la riforma che ne è seguita. La costituzione sulla Sacra liturgia ha infatti stabilito una visione ecclesiologica che ha delineato l’agenda dei successivi documenti e della Chiesa cattolica negli ultimi cinquant’anni. Proprio per questo, nei molti attacchi alla riforma liturgica si annida una critica all’intera ecclesiologia conciliare. “Un’analisi completa e documentata della ‘Sacrosanctum concilium’ e della sua recezione da parte dello stesso Vaticano II. Emerge pienamente il legame del documento con l’ecclesiologia. Il libro fornisce così una profonda comprensione del Concilio nella sua dimensione liturgica e nel suo imprescindibile invito a riformare la Chiesa perché sia più fedele al Vangelo di Gesù Cristo” (E. Bianchi).

Il concilio di Trento confermò invece la liturgia tradizionale, come garanzia della validità dei sacramenti. Dopo il Concilio di Trento, la liturgia fu modificata soltanto marginalmente. Le spinte verso una riforma della liturgia risalivano peraltro all’epoca illuminista. Una loro prima, timidissima accoglienza si nota con il pontificato di papa Pio X. Quelle istanze furono però rafforzate dal cosiddetto movimento liturgico, avviatosi con l’inizio del XX secolo. Il movimento liturgico, con il suo bagaglio di esperienze pratiche con i movimenti giovanili cattolici, stimolò la redazione dell’enciclica di papa Pio XII Mediator Dei, tutta dedicata alla liturgia e alla correzione di alcune deviazioni del movimento liturgico stesso. Si può quindi dunque affermare che la costituzione sulla liturgia del concilio cominciò ad essere predisposta fin dal 1948.

Il 4 dicembre 1963 la costituzione liturgica Sacrosanctum Concilium è approvata con soli quattro voti contrari sugli oltre 2000 vescovi partecipanti e pubblicata quale primo documento del Concilio Vaticano II. Il 25 gennaio 1964 papa Paolo VI emanò il motu proprio Sacram Liturgiam con cui stabiliva che molte delle novità introdotte dalla costituzione conciliare non sarebbero entrate in vigore prima della preparazione e pubblicazione dei nuovi libri liturgici. Il concilio fissò alcuni principi generali, mentre la riforma concreta, con la redazione dei nuovi libri liturgici che sostituirono quelli esistenti avvenne negli anni successivi, quando il Concilio era terminato. Non una mera semplificazione dei riti, bensì di una riforma generale , condotta nello spirito della tradizione. Preghiera eucaristica I, vennero introdotte tre nuove versioni della solenne preghiera eucaristica. Papa Paolo VI desiderava che la nuova preghiera liturgica conservasse il tipico carattere romano, ciò si è riflesso in specie nella singola epiclesi consacratoria immediatamente prima della transustanziazione.