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Viaggio in Toscana PDF

Pistoia è stata Capitale italiana della cultura 2017. La città si sviluppa all’estremità nord-occidentale della piana di Firenze-Prato-Pistoia. Il territorio comunale di Pistoia è attraversato da diversi corsi viaggio in Toscana PDF’acqua, nessuno però di grandi dimensioni e tutti caratterizzati da un regime spiccatamente torrentizio. L’area in cui si estende il territorio comunale è classificata a rischio sismico, tanto che Pistoia è stata l’epicentro di alcuni eventi sismici anche di forte intensità.


Författare: Enrico Rossi.

Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Pistoia. Il clima della città è influenzato sia dalla posizione all’estremità nord-occidentale della conca, che dalle vicine alture dell’Appennino e della Montagna pistoiese. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pistoia. Statuto dei consoli del Comune di Pistoia C. Fondata in epoca romana, come Pistoria, Pistoriae, Pistorium, su un’area dove esistevano precedenti insediamenti etruschi e, nelle zone più montane, liguri, divenne nel II secolo a. Pistoia divenne nel V secolo importante sede vescovile e fu conquistata dai Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi.

I numerosi tentativi di ribellione dei pistoiesi furono, di volta in volta, soffocati nel sangue. Con la nascita del Granducato di Toscana, sotto la signoria medicea, ci fu un deciso cambio di tendenza, e si aprì una grande stagione di rinnovamento e di riqualificazione del tessuto urbano. Con l’arrivo dei Lorena, che furono artefici di importanti riforme, Pistoia, come tutta la Toscana, conobbe, a partire dalla seconda metà del Settecento, un significativo risveglio sociale, culturale ed economico. Nell’Ottocento la realizzazione delle linee ferroviarie favorirono lo sviluppo industriale della città. Questa voce o sezione sull’argomento Toscana non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

Le origini della venerazione che i pistoiesi hanno per l’apostolo San Jacopo sono remote. Nei secoli successivi il vescovo Atto, che era succeduto al vescovo Ildebrando dei conti Guidi nel governo della diocesi, chiese al vescovo di Compostela una piccola parte della reliquia del corpo del santo. Fu così che la cappella con apposito altare, dedicato a San Jacopo, diventò subito meta di pellegrinaggi inaspettati. Per tanti devoti, con in programma un pellegrinaggio a Compostela, Pistoia si fece spesso capolinea di partenza. Presso la cappella, infatti, si veniva a chiedere protezione per il lungo viaggio. Al ritorno poi si faceva traguardo d’arrivo, con sosta di doveroso ringraziamento per il buon esito dell’impresa. Fin da allora, tuttavia, il culto per l’apostolo risultava sotto la tutela non più del vescovo, ma del comune di Pistoia.

Nel corso del Duecento quest’ultimo adottò San Jacopo come proprio protettore e patrono della città, apponendo la sua immagine sui propri sigilli. Tra la fine del Settecento e durante l’Ottocento occasionalmente andò ad aggiungersi alla corse del Palio una serie di corse in tondo, lungo il circuito di una piazza, generalmente piazza San Francesco. Fedele ai valori già espressi nel corso dell’epopea risorgimentale si oppose alla prepotenza degli occupanti nazifascisti con fierezza ed atteggiamento di sfida sostenendo ed alimentando la locale organizzazione di resistenza armata. La spietata repressione nemica provocò lutti e distruzioni ma non fiaccò la volontà a combattere fino alla vittoria finale. La Cattedrale di San Zeno, intitolata a San Zeno vescovo, che custodisce al suo interno l’altare argenteo di San Jacopo. Costruita nell’alto medioevo, fu distrutta da due incendi e quindi ricostruita nel XIII secolo e successivamente rimaneggiata fino all’epoca moderna.

Il Battistero di San Giovanni in corte del XIV secolo, in stile gotico, con decorazioni in marmi bianco-verdi. Il Palazzo dei Vescovi composto da loggiato, al primo piano, in stile gotico e restaurato nel 1981. I sotterranei sono arricchiti da un importante percorso archeologico con scavi in sito di una stele etrusca di tipo fiesolano, una fornace romana e di tratti di mura dell’antica Pistoriae. Il Palazzo del Comune, con una bella facciata ornata di bifore e trifore. Iniziato nel XII secolo, raggiunse l’aspetto attuale solo nel 1350 circa. Un’importante ristrutturazione interna avvenne nel Cinquecento.

L’ex chiesa di Santa Maria Cavaliera, costruita nel 979, subì molti rimaneggiamenti tanto che oggi è molto difficile individuare tracce dell’aspetto originario. L’altomedioevale torre di Catilina, alta 30 metri. Il nome della torre deriva da una leggenda secondo la quale il corpo del generale romano Catilina fu sepolto in questa via, che si chiama appunto “Tomba di Catilina”. Di seguito altri monumenti e luoghi d’interesse presenti a Pistoia. San Giovanni Fuorcivitas, con un’ampia decorazione in marmi bianchi e verdi. Iniziata nel XII secolo, fu ampliata nel XIV.

San Pier Maggiore, sconsacrata, costruita in epoca longobarda. La facciata è stata ultimata nel 1263, mentre l’interno è stato modificato nel 1640 e vi si trova un bell’organo ottocentesco. Anticamente il vescovo, al termine di una lunga processione, giungeva in questa chiesa dove si scambiava gli anelli con la badessa in una sorta di matrimonio mistico. San Bartolomeo in Pantano, con un antico pergamo all’interno di Guido Bigarelli.

Sant’Andrea, con all’interno il celebre pulpito di Giovanni Pisano. San Biagio o di Santa Maria in Borgo Strada, conserva affreschi di epoca seicentesca. Basilica della Madonna dell’Umiltà coronata con una cupola ottagonale, opera di Giorgio Vasari, alta 59 metri. Santa Maria delle Grazie, o del Letto, situata in piazza San Lorenzo. Al suo interno è visibile un grande crocifisso ligneo attribuito allo stesso Vitoni. Santissima Annunziata famosa anche per il Chiostro dei Morti, ricco di lunette istoriate.